PFAS
IARC: PFOA: Gruppo 1 - cancerogeno per l'uomo (IARC Monographs Vol. 135, valutazione 2023); PFOS: Gruppo 2B - possibilmente cancerogeno per l'uomo (2023).I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti di sintesi molto persistenti che possono contaminare l'acqua potabile; gli enti di salute associano l'esposizione prolungata ad alcuni effetti, soprattutto sui livelli di colesterolo e sulla risposta immunitaria.
Effetti documentati
- ▪Aumento dei livelli di colesterolo nel sangue (PFOA, PFOS, PFNA, PFDA) - associazione riportata da ATSDR/EFSA
- ▪Ridotta risposta anticorpale ad alcune vaccinazioni; EFSA considera l'effetto sul sistema immunitario il piu critico per la valutazione del rischio
- ▪Lievi alterazioni di enzimi epatici (PFOA, PFOS, PFHxS)
- ▪Piccola riduzione del peso alla nascita e ipertensione/preeclampsia in gravidanza (associazioni osservate negli studi epidemiologici)
- ▪Evidenza limitata nell'uomo di carcinoma renale e tumore del testicolo (valutazione IARC)
Limite nell'acqua potabile: Acqua potabile UE: 100 ng/L per la somma di 20 PFAS (Direttiva UE 2020/2184, recepita in Italia con D.Lgs. 18/2023, applicazione dal 12 gennaio 2026). L'Italia ha introdotto soglie aggiuntive piu severe, tra cui 20 ng/L per la somma di PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS (la cui entrata in vigore e stata oggetto di proroga).
Arsenico
IARC: Gruppo 1 — Arsenico e composti inorganici dell'arsenico classificati come cancerogeni per l'uomo (sufficiente evidenza nell'uomo per tumori di cute, vescica e polmone).L'esposizione cronica all'arsenico inorganico attraverso l'acqua potabile è associata a effetti documentati sulla salute, in particolare lesioni cutanee e un aumento del rischio di alcuni tumori. La principale fonte di rischio per la popolazione è l'acqua di falda naturalmente contaminata.
Effetti documentati
- ▪Lesioni cutanee caratteristiche dell'esposizione cronica: alterazioni della pigmentazione e ispessimenti (ipercheratosi) su palmi delle mani e piante dei piedi (WHO, EFSA)
- ▪Tumore della cute, associato all'esposizione prolungata ad arsenico inorganico (IARC Gruppo 1; WHO; EFSA)
- ▪Tumore della vescica urinaria, con sufficiente evidenza nell'uomo per l'arsenico nell'acqua potabile (IARC Gruppo 1; EFSA)
- ▪Tumore del polmone, con sufficiente evidenza nell'uomo (IARC Gruppo 1; EFSA)
- ▪Effetti cardiovascolari (es. cardiopatia ischemica, aterosclerosi) e alterazioni del metabolismo glucidico/diabete associati all'esposizione a lungo termine (EFSA; WHO); possibili effetti su gravidanza e sviluppo in caso di esposizione elevata (WHO)
Limite nell'acqua potabile: 10 µg/L (valore di parametro per l'acqua destinata al consumo umano, D.Lgs. 18/2023, in linea con la Direttiva UE 2020/2184 e il valore guida provvisorio dell'OMS).
Piombo
IARC: Composti inorganici del piombo: Gruppo 2A (probabilmente cancerogeni per l'uomo); composti organici del piombo: Gruppo 3 (non classificabili). Valutazione IARC, Monografie Vol. 87 (2006).Il piombo è un metallo tossico privo di una funzione biologica nota; secondo OMS, EFSA e altre autorità non esiste un livello di esposizione privo di rischio, e l'esposizione attraverso l'acqua potabile (in genere da tubature, saldature e raccordi contenenti piombo) contribuisce all'assunzione complessiva, con effetti particolarmente rilevanti per i bambini.
Effetti documentati
- ▪Effetti neurologici e sullo sviluppo nei bambini: anche a bassi livelli di esposizione, danni al sistema nervoso centrale e periferico, riduzione delle capacità cognitive e dell'apprendimento (EFSA individua la neurotossicità dello sviluppo come effetto critico; BMDL01 stimato pari a circa 12 µg/L di piombo nel sangue).
- ▪Aumento della pressione arteriosa ed effetti cardiovascolari negli adulti (EFSA: effetti sulla pressione sistolica, BMDL01 circa 36 µg/L nel sangue).
- ▪Effetti renali (nefrotossicità): possibile compromissione della funzione renale e maggiore prevalenza di malattia renale cronica negli adulti (EFSA: BMDL10 circa 15 µg/L nel sangue).
- ▪Altri effetti documentati nei bambini a bassi livelli: bassa statura, ridotta capacità uditiva e alterata formazione e funzione delle cellule del sangue (OMS).
- ▪EFSA e OMS concludono che non vi è evidenza di una soglia per gli effetti critici del piombo: non esiste un livello di esposizione considerato sicuro.
Limite nell'acqua potabile: In Italia/UE il valore di parametro per il piombo nell'acqua destinata al consumo umano è 10 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184); tale valore sarà ridotto a 5,0 µg/L a partire, al più tardi, dal 12 gennaio 2036.
Cromo esavalente
IARC: Composti del cromo esavalente [Cr(VI)]: Gruppo 1 - cancerogeni per l'uomo (evidenza sufficiente per il cancro del polmone, principalmente per via inalatoria). Il cromo metallico e i composti del cromo trivalente [Cr(III)] sono invece in Gruppo 3 (non classificabili). Valutazione IARC, Monografie Vol. 100C (2012).Il cromo esavalente [Cr(VI)] è una forma del cromo classificata dalla IARC come cancerogena per l'uomo (Gruppo 1) sulla base di evidenze consolidate per via inalatoria (cancro del polmone); per l'esposizione tramite acqua potabile, una parte del Cr(VI) ingerito viene ridotta a Cr(III) nel tratto gastrointestinale, ma le autorità sanitarie (OMS, EFSA, US EPA/ATSDR) ne mantengono la sorveglianza per i potenziali effetti gastrointestinali e cancerogeni e fissano valori di parametro cautelativi nell'acqua destinata al consumo umano.
Effetti documentati
- ▪Cancerogenicità accertata per via inalatoria: l'esposizione professionale a composti di Cr(VI) aerodispersi è associata in modo consolidato a un aumento del rischio di cancro del polmone (IARC Gruppo 1; OMS, US EPA, ATSDR).
- ▪Evidenze sull'ingestione: studi sperimentali su animali (NTP 2008) hanno mostrato attività cancerogena del Cr(VI) somministrato con l'acqua da bere, con tumori del cavo orale nei ratti e dell'intestino tenue nei topi; per l'uomo le evidenze epidemiologiche per via orale sono considerate più limitate e ancora oggetto di valutazione (EFSA, ATSDR).
- ▪Effetti gastrointestinali da ingestione: a dosi elevate, alcuni composti di Cr(VI) sono irritanti e caustici per la mucosa e possono causare dolore addominale, vomito, ulcerazioni gastrointestinali e diarrea; in popolazioni esposte ad acqua di pozzo fortemente contaminata sono stati riportati ulcere orali, dispepsia, dolore addominale e diarrea (ATSDR).
- ▪Effetti su fegato e sangue: in studi sperimentali a esposizione orale prolungata sono stati osservati danni epatici e anemia microcitica ipocromica (ATSDR; EFSA).
- ▪Per gli effetti non neoplastici, EFSA conclude che gli attuali livelli di esposizione al Cr(VI) tramite acqua e alimenti, sulla base del margine di esposizione, non destano preoccupazione per la salute pubblica; il Cr(VI) come ione cromato può inoltre indurre sensibilizzazione e dermatite allergica da contatto (ISS, ATSDR).
Limite nell'acqua potabile: In Italia/UE il valore di parametro per il cromo (totale) nell'acqua destinata al consumo umano è 25 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184), in vigore dal 12 gennaio 2026; fino a tale data si applicava il valore transitorio di 50 µg/L. Il D.Lgs. 18/2023 introduce inoltre, come parametro indicatore, un valore per il cromo esavalente di 25 µg/L. L'OMS indica un valore guida provvisorio per il cromo totale nell'acqua potabile di 50 µg/L (0,05 mg/L).
Benzene
IARC: Gruppo 1 - cancerogeno per l'uomo (IARC Monographs Vol. 120, 2018), sulla base di evidenza sufficiente nell'uomo che il benzene causa leucemia mieloide acuta, di evidenza sufficiente negli animali e di forte evidenza meccanicistica.Il benzene e un idrocarburo aromatico volatile che puo contaminare l'acqua potabile soprattutto in seguito a sversamenti di prodotti petroliferi o scarichi industriali; gli enti di salute lo riconoscono come cancerogeno per l'uomo, con il midollo osseo e il sistema ematopoietico come principali organi bersaglio.
Effetti documentati
- ▪Tossicita per il midollo osseo e il sistema ematopoietico, con riduzione delle cellule del sangue (ATSDR, WHO)
- ▪Effetti ematologici da esposizione prolungata: anemia, leucopenia, trombocitopenia, fino a pancitopenia e anemia aplastica nei casi piu gravi (WHO, ATSDR)
- ▪Leucemia mieloide acuta (LMA): IARC riporta evidenza sufficiente nell'uomo che il benzene la causa (IARC Monographs Vol. 120, 2018)
- ▪Associazioni positive osservate anche con linfoma non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica e mieloma multiplo (evidenza piu limitata; IARC)
- ▪Effetti sul sistema immunitario per immunotossicita a carico delle cellule ematiche (ATSDR)
Limite nell'acqua potabile: Acqua potabile in Italia: valore di parametro 1,0 µg/L (Allegato I, Parte B del D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184; valore gia previsto dal precedente D.Lgs. 31/2001). Il valore guida OMS per il benzene nell'acqua potabile e 10 µg/L (0,01 mg/L).
Cloruro di vinile
IARC: Gruppo 1 - cancerogeno per l'uomo. La IARC conclude che vi è evidenza sufficiente nell'uomo che il cloruro di vinile causa angiosarcoma epatico e carcinoma epatocellulare (Monografie IARC, Vol. 97, 2008; ribadito nel Vol. 100F).Il cloruro di vinile (cloruro di vinile monomero, VCM) è un cancerogeno noto per l'uomo: nell'acqua potabile può comparire a basse concentrazioni soprattutto per migrazione da alcune tipologie di tubature in PVC, ed è considerato dall'OMS un contaminante da mantenere il più basso possibile dal punto di vista tecnico.
Effetti documentati
- ▪Angiosarcoma epatico (emangiosarcoma del fegato): è l'effetto cancerogeno meglio documentato, dimostrato in lavoratori esposti professionalmente per via inalatoria; rappresenta l'evidenza più solida alla base della classificazione di cancerogenicità (IARC, ATSDR).
- ▪Altri tumori epatici e neoplasie associate all'esposizione professionale, tra cui carcinoma epatocellulare; IARC riporta inoltre associazioni con altre sedi tumorali (ATSDR, IARC).
- ▪Effetti epatici non tumorali da esposizione prolungata: alterazioni del fegato come steatosi (fegato grasso), ipertrofia degli epatociti e fibrosi epatica (ATSDR).
- ▪A esposizioni elevate sono descritti danno epatico e la cosiddetta 'malattia da cloruro di vinile' negli esposti professionali (alterazioni di fegato, milza, fenomeni vascolari come la sindrome di Raynaud e acrosteolisi); tali quadri derivano da esposizioni occupazionali elevate, non dai bassi livelli tipici dell'acqua potabile (ATSDR).
- ▪Meccanismo genotossico: il cloruro di vinile è metabolizzato nel fegato in metaboliti elettrofili reattivi che formano addotti al DNA, coerente con un'azione cancerogena senza una soglia chiaramente definita (IARC).
Limite nell'acqua potabile: In Italia/UE il valore di parametro per il cloruro di vinile nell'acqua destinata al consumo umano è 0,5 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184). Il valore si riferisce alla concentrazione residua di monomero calcolata in base alle specifiche di migrazione dai materiali a contatto con l'acqua. L'OMS indica un valore guida di 0,3 µg/L.
Tricloroetilene
IARC: IARC Gruppo 1 — cancerogeno per l'uomo (Monografia Vol. 106, 2014), sulla base di evidenze epidemiologiche sufficienti per il cancro del rene.Il tricloroetilene (TCE) è un solvente clorurato industriale che può contaminare le acque sotterranee a causa di scarichi, smaltimenti e siti contaminati. È classificato dalla IARC come cancerogeno certo per l'uomo (Gruppo 1), con evidenze sufficienti per il cancro del rene. Nell'acqua potabile è regolato insieme al tetracloroetilene con un limite per la somma delle concentrazioni di 10 µg/L.
Effetti documentati
- ▪Cancerogeno certo per l'uomo, con evidenze sufficienti per il tumore del rene (IARC Gruppo 1)
- ▪Tossicità renale non tumorale, con alterazioni di proteine urinarie indicative di danno tubulare nei lavoratori esposti (ATSDR)
- ▪Effetti epatici, con possibile danno al fegato in caso di esposizione a livelli elevati (ATSDR)
- ▪Effetti sul sistema immunitario osservati in studi sperimentali (ATSDR)
- ▪Associazione positiva segnalata con linfoma non-Hodgkin e tumore del fegato nell'uomo (IARC Gruppo 1)
Limite nell'acqua potabile: Valore di parametro 10 µg/L espresso come somma delle concentrazioni di tricloroetilene e tetracloroetilene, secondo il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184).
Radon
IARC: Gruppo 1 — Il radon-222 e i suoi prodotti di decadimento sono classificati come cancerogeni per l'uomo (sufficiente evidenza nell'uomo per il tumore del polmone, principalmente per via inalatoria).Il radon è un gas radioattivo naturale, inodore e incolore, che può disciogliersi nelle acque sotterranee, soprattutto in pozzi profondi su rocce di origine granitica o vulcanica. È classificato dallo IARC nel Gruppo 1 (cancerogeno per l'uomo): il rischio principale è il tumore del polmone ed è dovuto soprattutto all'inalazione del radon che si libera dall'acqua negli ambienti domestici durante doccia, lavaggi e altri usi.
Effetti documentati
- ▪Tumore del polmone: il radon e i suoi prodotti di decadimento sono cancerogeni per l'uomo, con sufficiente evidenza nell'uomo (IARC Gruppo 1; OMS). Per il radon in acqua il rischio deriva in larga misura dall'inalazione del gas che si libera nell'aria degli ambienti domestici
- ▪L'ingestione diretta di acqua contenente radon comporta un rischio aggiuntivo, considerato molto inferiore rispetto a quello da inalazione, con possibile contributo al tumore dello stomaco secondo alcune valutazioni (US EPA / National Academy of Sciences)
- ▪Il contributo del radon disciolto in acqua all'esposizione complessiva è in genere modesto rispetto al radon che entra negli edifici dal suolo, ma può diventare rilevante con acque di pozzo profondo ad alta concentrazione (OMS; US EPA)
Limite nell'acqua potabile: La normativa europea sulle sostanze radioattive nell'acqua potabile (Direttiva 2013/51/Euratom, recepita in Italia) fissa per il radon un valore di parametro di riferimento di 100 Bq/L, sopra il quale valutare azioni correttive; oltre 1000 Bq/L l'azione correttiva è considerata giustificata per motivi di radioprotezione. L'OMS raccomanda di contenere l'esposizione complessiva al radon.
Cadmio
IARC: Gruppo 1 - cancerogeno per l'uomo (cadmio e composti del cadmio).Il cadmio è un metallo tossico che, con l'esposizione orale prolungata anche a basse dosi, si accumula nell'organismo (soprattutto nel rene) e ha come principali organi bersaglio rene e ossa. È classificato dallo IARC come cancerogeno per l'uomo.
Effetti documentati
- ▪Danno renale: il rene è l'organo bersaglio principale; l'esposizione cronica può causare disfunzione tubulare, segnalata precocemente da aumentata escrezione urinaria di proteine a basso peso molecolare (es. beta-2-microglobulina) (ATSDR, EFSA, OMS).
- ▪Effetti sulle ossa: demineralizzazione ossea, riduzione della densità minerale e aumento del rischio di fratture e osteoporosi; nelle esposizioni elevate è associato alla malattia itai-itai (ATSDR, EFSA).
- ▪Cancerogenicità: classificato dallo IARC nel Gruppo 1 (cancerogeno per l'uomo), con evidenza principalmente per il tumore del polmone in esposizioni occupazionali per inalazione (IARC).
- ▪Accumulo nell'organismo: lunga emivita biologica (decenni); una quota rilevante del carico corporeo si deposita in rene e fegato, da cui deriva la tossicità cronica a lungo termine (OMS, ATSDR).
- ▪Alterazioni del metabolismo di calcio e fosforo: le disfunzioni renali possono favorire la perdita di minerali dalle ossa, con possibile osteomalacia e calcoli renali (OMS).
Limite nell'acqua potabile: 5,0 µg/L (valore di parametro per l'acqua destinata al consumo umano, Allegato I del D.Lgs 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184). Valore guida OMS indicativo: 3 µg/L.
Nichel
IARC: I composti del nichel sono classificati nel Gruppo 1 (cancerogeni per l'uomo); il nichel metallico è classificato nel Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo). Valutazione IARC, Monografie Vol. 100C (2012). La valutazione si basa principalmente su evidenze relative all'esposizione per inalazione in ambito occupazionale.Il nichel è un metallo diffuso in natura e presente in tracce nell'acqua potabile (tipicamente 1-10 µg/L), dove può derivare da rilascio naturale o da componenti delle reti e dei rubinetti. Alle concentrazioni normalmente riscontrate l'effetto sanitario di maggiore rilievo è la possibilità di scatenare reazioni cutanee nei soggetti già sensibilizzati al nichel, mentre il principale rischio cancerogeno è associato all'inalazione in ambito professionale, non all'ingestione tramite acqua.
Effetti documentati
- ▪Dermatite allergica da contatto sistemica (flare-up): nei soggetti già sensibilizzati al nichel, l'ingestione può scatenare riacutizzazioni eczematose della pelle. EFSA individua questo come effetto critico per l'esposizione orale acuta; l'esposizione orale di per sé non è considerata in grado di indurre una nuova sensibilizzazione, che avviene per via cutanea (EFSA 2020; OMS 2021).
- ▪Effetti gastrointestinali a dosi elevate: l'ingestione di quantità molto alte (ben superiori a quelle ottenibili dall'acqua potabile a norma) può causare disturbi quali dolori addominali/di stomaco, nausea e vomito, come documentato in casi di esposizione accidentale/occupazionale ad acqua fortemente contaminata (ATSDR).
- ▪Effetti sulla riproduzione/sviluppo nei modelli animali: aumento delle perdite post-impianto nei ratti, individuato da EFSA come effetto critico per l'esposizione orale cronica e usato come riferimento per la dose giornaliera tollerabile (EFSA 2020).
- ▪Cancerogenicità prevalentemente per via inalatoria e occupazionale: l'evidenza di cancro (in particolare polmonare e delle vie nasali) riguarda l'esposizione professionale per inalazione a composti del nichel; non vi è evidenza adeguata di un rischio cancerogeno per l'uomo dall'ingestione di nichel tramite acqua potabile (IARC; ATSDR).
- ▪Assorbimento e biodisponibilità: il nichel assunto con l'acqua a stomaco vuoto è assorbito in misura maggiore (circa 27%) rispetto a quando è assunto con il cibo (circa 1%), il che rende l'acqua a digiuno una via di esposizione potenzialmente più rilevante per i soggetti sensibilizzati (ATSDR).
Limite nell'acqua potabile: In Italia/UE il valore di parametro per il nichel nell'acqua destinata al consumo umano è 20 µg/L (D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184), valore confermato rispetto alla precedente normativa.
Tetracloroetilene
IARC: IARC Gruppo 2A — probabilmente cancerogeno per l'uomo (Monografia Vol. 106, 2014), sulla base di evidenze limitate nell'uomo e sufficienti negli animali da esperimento.Il tetracloroetilene (PCE o percloroetilene) è un solvente clorurato usato soprattutto nel lavaggio a secco e nello sgrassaggio dei metalli, che può contaminare le acque sotterranee. È classificato dalla IARC come probabile cancerogeno per l'uomo (Gruppo 2A). Nell'acqua potabile è regolato insieme al tricloroetilene con un limite per la somma delle concentrazioni di 10 µg/L.
Effetti documentati
- ▪Probabile cancerogeno per l'uomo, sulla base di evidenze limitate nell'uomo e sufficienti negli animali (IARC Gruppo 2A)
- ▪Effetti sul sistema nervoso centrale, organo bersaglio della tossicità (ATSDR)
- ▪Tossicità epatica documentata in più specie animali dopo esposizione per inalazione e per via orale (ATSDR)
- ▪Effetti renali, con il rene tra gli organi bersaglio della tossicità (ATSDR)
- ▪Possibili effetti sull'apparato riproduttivo segnalati negli studi tossicologici (ATSDR)
Limite nell'acqua potabile: Valore di parametro 10 µg/L espresso come somma delle concentrazioni di tetracloroetilene e tricloroetilene, secondo il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184).
Vanadio
IARC: Il pentossido di vanadio è classificato dallo IARC nel Gruppo 2B (possibile cancerogeno per l'uomo), sulla base di studi per via inalatoria; questa classificazione non riguarda direttamente l'ingestione di vanadio attraverso l'acqua potabile.Il vanadio è un elemento naturalmente presente in alcune acque, in particolare in quelle di origine vulcanica come l'area dell'Etna, dove può raggiungere concentrazioni anomale per dissoluzione di minerali e vetri vulcanici. L'OMS non ha fissato un valore guida formale per il vanadio nell'acqua potabile; l'esposizione a livelli elevati è stata associata in studi a effetti su apparato digerente, reni e vie respiratorie, ma il quadro è ancora incerto e va descritto con prudenza.
Effetti documentati
- ▪A livelli elevati l'esposizione orale al vanadio è stata associata a disturbi gastrointestinali (es. crampi, diarrea) in studi sperimentali e occupazionali (ATSDR)
- ▪Possibili effetti su reni e vie urinarie segnalati in caso di esposizione elevata (letteratura scientifica su acque di origine vulcanica)
- ▪Per via inalatoria (contesti occupazionali) sono documentati effetti irritativi sulle vie respiratorie, quali bronchite e rinite; questa via non è quella tipica dell'acqua potabile (ATSDR)
- ▪Il vanadio è considerato un possibile elemento essenziale in tracce, ma il bilancio tra beneficio e rischio dell'assunzione orale resta scientificamente incerto (letteratura)
Limite nell'acqua potabile: L'OMS non fissa un valore guida formale per il vanadio nelle linee guida sull'acqua potabile, né la Direttiva (UE) 2020/2184 lo include tra i parametri obbligatori. Alcune autorità (es. lo Stato della California) hanno proposto livelli di notifica di riferimento. In Italia il monitoraggio può essere previsto a livello locale in base alla valutazione del rischio del D.Lgs. 18/2023.
Bromato
IARC: Il bromato (di potassio) è classificato da IARC in Gruppo 2B, possibilmente cancerogeno per l'uomo, sulla base di evidenza sufficiente di cancerogenicità negli animali da esperimento ed evidenza inadeguata nell'uomo (Volume 73, 1999).Il bromato è un sottoprodotto della disinfezione che si forma principalmente durante l'ozonizzazione di acque contenenti bromuro. È classificato da IARC come possibile cancerogeno per l'uomo (Gruppo 2B) e per questo il suo limite nell'acqua potabile è mantenuto basso (IARC, OMS).
Effetti documentati
- ▪Classificato come possibile cancerogeno per l'uomo (IARC Gruppo 2B)
- ▪Cancerogenicità con evidenza sufficiente in animali da esperimento, in particolare tumori renali (IARC)
- ▪Effetti renali e danno ossidativo al DNA documentati negli studi sperimentali (OMS)
- ▪Mutagenicità dimostrata in test in vitro e in vivo (OMS)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: valore di parametro per il bromato pari a 10 µg/L (0,010 mg/L). Il valore guida dell'OMS è anch'esso 0,01 mg/L (10 µg/L), considerato provvisorio per ragioni di fattibilità analitica e di trattamento.
Nitrati e nitriti
IARC: IARC (Monografia vol. 94, 2010): "nitrati o nitriti ingeriti in condizioni che inducono nitrosazione endogena" classificati nel Gruppo 2A (probabilmente cancerogeni per l'uomo). Evidenza inadeguata per il nitrato di per sé, limitata per il nitrito di per sé, sufficiente per il nitrito in combinazione con ammine o ammidi.Nitrati e nitriti possono raggiungere l'acqua potabile soprattutto per dilavamento agricolo e scarichi; alle concentrazioni usuali sono generalmente tollerati, ma il superamento dei limiti normativi comporta rischi sanitari, in particolare per i lattanti e in relazione alla possibile formazione di composti N-nitroso.
Effetti documentati
- ▪Metaemoglobinemia nei lattanti ("sindrome del bambino blu"): il nitrato viene ridotto a nitrito, che ossida l'emoglobina a metaemoglobina riducendo il trasporto di ossigeno; i neonati alimentati con formula ricostituita con acqua ad alto contenuto di nitrati sono i soggetti più vulnerabili (WHO, US EPA, ISS).
- ▪Formazione endogena di nitrosammine (composti N-nitroso): nell'ambiente acido dello stomaco il nitrito può reagire con ammine e ammidi formando N-nitroso composti, alcuni dei quali noti cancerogeni; è il meccanismo alla base della classificazione IARC (IARC, EFSA).
- ▪Possibile associazione, ancora oggetto di studio, tra nitrato/nitrito ingeriti in condizioni di nitrosazione endogena e rischio di alcuni tumori (es. stomaco), valutata da IARC con evidenza limitata nell'uomo.
- ▪Soggetti a maggior rischio per la metaemoglobinemia oltre ai lattanti: persone con carenze enzimatiche (es. NADH-metaemoglobina reduttasi/G6PD), anziani e individui con elevata produzione di nitriti (ISS, WHO).
Limite nell'acqua potabile: Acqua destinata al consumo umano (Italia, D.Lgs. 18/2023, recepimento Dir. UE 2020/2184): nitrati 50 mg/L, nitriti 0,5 mg/L. Valori coerenti con i valori guida OMS (nitrato 50 mg/L; nitrito 3 mg/L a tutela dei lattanti per esposizione a breve termine). Per confronto, US EPA fissa MCL pari a 10 mg/L come N-nitrato (10 ppm) e 1 mg/L come N-nitrito (1 ppm).
Trialometani
IARC: IARC: cloroformio classificato nel Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo; Monografie vol. 73, 1999) sulla base di evidenza sufficiente negli animali e limitata nell'uomo; bromodiclorometano (BDCM) anch'esso nel Gruppo 2B (vol. 52 e 71). Il dibromoclorometano e il bromoformio sono nel Gruppo 3 (non classificabile quanto alla cancerogenicita').I trialometani (THM: cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano, bromoformio) sono i principali sottoprodotti della disinfezione che si formano quando il cloro reagisce con la materia organica naturale presente nell'acqua; ai livelli normalmente riscontrati e regolati il rischio sanitario e' basso, e la disinfezione resta una misura essenziale per prevenire malattie infettive a trasmissione idrica.
Effetti documentati
- ▪Potenziale cancerogeno: studi su animali mostrano induzione di tumori (es. fegato e rene per il cloroformio); studi epidemiologici hanno indagato un possibile aumento del rischio di tumore della vescica associato all'esposizione prolungata ai THM, con evidenza nell'uomo considerata limitata (IARC, WHO).
- ▪A esposizioni elevate, effetti su fegato, rene e sistema nervoso centrale, indicati come possibili in caso di superamento prolungato dei limiti (US EPA).
- ▪Esiti riproduttivi e dello sviluppo: alcune indagini epidemiologiche hanno esaminato possibili associazioni con esiti avversi della gravidanza (es. basso peso alla nascita), ma le evidenze sono ritenute non conclusive (WHO).
- ▪I valori guida OMS per i singoli composti sono fissati su base tossicologica (rischio cancerogeno in eccesso e dose giornaliera tollerabile) con ampi margini di sicurezza; l'OMS sottolinea che il controllo dei THM non deve mai compromettere l'efficacia della disinfezione.
Limite nell'acqua potabile: Acqua destinata al consumo umano (Italia, D.Lgs. 18/2023, recepimento Dir. UE 2020/2184): trialometani totali 30 µg/L (somma dei quattro composti), valore piu' restrittivo rispetto al limite UE di 100 µg/L. A confronto, l'US EPA fissa un MCL per i TTHM pari a 80 µg/L (media annua) e l'OMS indica valori guida per i singoli composti (cloroformio 300 µg/L, bromodiclorometano 60 µg/L, dibromoclorometano e bromoformio 100 µg/L).
Pesticidi
IARC: Glifosato: Gruppo 2A - probabilmente cancerogeno per l'uomo (IARC Monographs Vol. 112, 2015), sulla base di evidenza limitata nell'uomo, sufficiente negli animali da esperimento e forte evidenza di genotossicita. Nota: la valutazione IARC riguarda il pericolo (hazard), non il rischio in funzione dell'esposizione; EFSA ed ECHA (2022-2023) non hanno classificato il glifosato come cancerogeno. L'atrazina non e classificata dallo IARC come cancerogena per l'uomo (Gruppo 3, non classificabile).I pesticidi (antiparassitari come atrazina, glifosato e relativi metaboliti) possono raggiungere l'acqua potabile per dilavamento dai suoli agricoli; gli effetti sulla salute dipendono fortemente dalla singola sostanza, dalla dose e dalla durata dell'esposizione, e per molti composti alle concentrazioni normalmente riscontrate i rischi sono considerati bassi.
Effetti documentati
- ▪Interferenza endocrina: l'atrazina e considerata un possibile interferente endocrino, associata in studi sperimentali e epidemiologici ad alterazioni dei livelli ormonali e a effetti sulla riproduzione (US EPA, ATSDR)
- ▪Effetti su sviluppo e riproduzione: per alcuni principi attivi sono stati osservati esiti come basso peso alla nascita o alterazioni dello sviluppo, prevalentemente in studi su animali o in esposizioni elevate (ATSDR, EFSA)
- ▪Neurotossicita per alcune classi: alcuni insetticidi (es. organofosforici, alcuni neonicotinoidi) possono avere effetti sul sistema nervoso, soprattutto a dosi elevate o in esposizioni professionali/acute
- ▪Potenziale cancerogeno variabile a seconda della sostanza: alcune molecole (es. glifosato) sono state valutate dallo IARC, mentre altri enti regolatori (EFSA, ECHA) hanno raggiunto conclusioni differenti (vedi nota)
- ▪Per molti pesticidi alle concentrazioni tipiche nelle acque potabili conformi ai limiti di legge non sono dimostrati effetti avversi sulla salute (OMS/WHO)
Limite nell'acqua potabile: In Italia il D.Lgs. 18/2023 (recepimento Direttiva UE 2020/2184) fissa per l'acqua potabile un limite di 0,1 µg/L per ogni singolo pesticida e relativo metabolita rilevante, e 0,5 µg/L per la somma di tutti i pesticidi (Parte B dell'Allegato I). Si tratta di valori cautelativi di natura precauzionale, generalmente piu restrittivi dei valori-guida tossicologici dell'OMS (es. atrazina 100 µg/L; per il glifosato l'OMS non ha ritenuto necessario un valore-guida poiche le concentrazioni nelle acque sono ben al di sotto di quelle di rilievo sanitario).
Mercurio
IARC: Metilmercurio: Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo); mercurio metallico (elementare) e composti inorganici del mercurio: Gruppo 3 (non classificabili quanto alla cancerogenicità per l'uomo). Valutazione IARC, Monografie Vol. 58 (1993).Il mercurio è un metallo tossico presente in forma elementare, inorganica e organica (metilmercurio); secondo OMS, EFSA, ATSDR/US EPA gli effetti dipendono dalla forma chimica e dalla via di esposizione. Nell'acqua potabile il mercurio è prevalentemente in forma inorganica e il rene ne è l'organo bersaglio critico, mentre il metilmercurio (assunto soprattutto con il pesce) è neurotossico.
Effetti documentati
- ▪Effetti renali (nefrotossicità): il rene è l'organo bersaglio critico dopo ingestione di mercurio inorganico, con possibile proteinuria, danno ai tubuli renali e, in alcuni casi, sindrome nefrosica su base autoimmune (ATSDR, US EPA, EFSA).
- ▪Effetti sul sistema nervoso: il sistema nervoso è il bersaglio principale del mercurio elementare e del metilmercurio, con possibili tremori, alterazioni della coordinazione, dei movimenti, della vista, della memoria e dell'umore in caso di esposizioni elevate (ATSDR, US EPA).
- ▪Effetti sullo sviluppo neurologico: il metilmercurio attraversa la placenta e la barriera ematoencefalica; il cervello in via di sviluppo del feto è l'organo più sensibile, con possibili deficit cognitivi, sensoriali e motori nei bambini esposti in utero (EFSA, OMS, ATSDR).
- ▪Altri effetti documentati del mercurio inorganico ad esposizioni elevate: possibili effetti su sistema immunitario, apparato digerente (gastrite, colite in caso di intossicazione acuta) e, in animali e nell'uomo, sul sistema riproduttivo (EFSA, OMS).
- ▪L'EFSA ha stabilito dosi settimanali tollerabili (TWI) di 4 µg/kg di peso corporeo per il mercurio inorganico e di 1,3 µg/kg per il metilmercurio, quest'ultima basata sulla neurotossicità dello sviluppo come effetto critico.
Limite nell'acqua potabile: In Italia/UE il valore di parametro per il mercurio nell'acqua destinata al consumo umano è 1,0 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184). A titolo di confronto, l'OMS indica un valore guida di 6 µg/L per il mercurio inorganico nell'acqua potabile.
Uranio
IARC: L'uranio, come radionuclide alfa-emettitore internamente depositato, rientra nel Gruppo 1 IARC (cancerogeno per l'uomo) per l'aspetto radiologico; tuttavia, per l'esposizione orale all'uranio naturale presente nell'acqua potabile, l'OMS indica che non vi sono prove sufficienti di cancerogenicità chimica e il rischio principale è la nefrotossicità.L'uranio è un metallo pesante naturalmente radioattivo presente nelle rocce e nelle falde acquifere, che può contaminare l'acqua potabile soprattutto per dissoluzione geologica. Nell'acqua potabile la principale preoccupazione sanitaria è la sua tossicità chimica per il rene, più che quella radiologica alle basse concentrazioni tipiche. L'OMS ha fissato un valore guida provvisorio di 30 µg/L.
Effetti documentati
- ▪Nefrotossicità: il rene è l'organo bersaglio più sensibile, con possibili alterazioni della funzione tubulare prossimale in caso di esposizione cronica elevata (WHO)
- ▪Possibile danno renale documentato in studi su popolazioni esposte ad alte concentrazioni in acqua da pozzo (ATSDR)
- ▪Tossicità chimica considerata prevalente rispetto a quella radiologica alle concentrazioni riscontrate nell'acqua potabile (WHO)
- ▪Per l'esposizione orale all'uranio naturale non vi sono prove sufficienti di cancerogenicità nell'uomo (WHO)
- ▪L'uranio è classificato come radionuclide alfa-emettitore internamente depositato, cancerogeno per l'uomo in ambito radiologico (IARC Gruppo 1)
Limite nell'acqua potabile: Valore di parametro 30 µg/L secondo il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184); coincide con il valore guida provvisorio dell'OMS di 30 µg/L per l'uranio nell'acqua potabile.
Fluoruri
IARC: IARC ha valutato i fluoruri inorganici utilizzati nell'acqua potabile (Monografia vol. 27, 1982; aggiornamento Supplemento 7, 1987): non classificabili quanto alla cancerogenicita per l'uomo (Gruppo 3), con evidenza inadeguata nell'uomo. Gli studi epidemiologici non hanno mostrato un'associazione coerente tra fluoruro nell'acqua e incidenza tumorale.Il fluoruro presente nell'acqua potabile ha un duplice profilo: a basse concentrazioni contribuisce alla prevenzione della carie e al rafforzamento dello smalto dentale, mentre un'esposizione prolungata a dosi elevate puo causare fluorosi dentale e, a livelli molto piu alti, fluorosi scheletrica. Alle concentrazioni tipiche delle acque europee (in genere inferiori a 0,3 mg/L) l'esposizione complessiva non desta preoccupazioni per la salute.
Effetti documentati
- ▪Effetto protettivo a basse dosi: l'assunzione moderata di fluoruro favorisce la rimineralizzazione dello smalto e riduce l'incidenza della carie dentale; e l'endpoint benefico riconosciuto da OMS ed EFSA (WHO, EFSA).
- ▪Fluorosi dentale: e l'effetto avverso piu sensibile, dovuto a un'esposizione eccessiva durante lo sviluppo dei denti (prime infanzia). Nelle forme lievi si manifesta con macchie o striature biancastre sullo smalto; OMS indica che diventa piu probabile per concentrazioni in acqua superiori a 1,5 mg/L (WHO, EFSA).
- ▪Fluorosi scheletrica: alterazioni della struttura ossea e dei legamenti che possono comparire con assunzione prolungata e molto elevata; secondo OMS variazioni avverse dell'osso possono osservarsi con acqua contenente circa 3-6 mg/L di fluoruro, specie con elevati consumi idrici (WHO).
- ▪Fluorosi scheletrica invalidante (crippling): forma grave e debilitante che si sviluppa di norma solo dove l'acqua potabile contiene oltre 10 mg/L di fluoruro per periodi prolungati; non riguarda le acque conformi ai limiti di legge europei (WHO).
- ▪Esposizione complessiva: OMS raccomanda di tenere conto dell'apporto da tutte le fonti (acqua, alimenti, dentifrici) e di valutare limiti piu bassi qualora l'assunzione totale si avvicini o superi i 6 mg/giorno (WHO, EFSA).
Limite nell'acqua potabile: Acqua destinata al consumo umano (Italia, D.Lgs. 18/2023, recepimento Dir. UE 2020/2184): valore di parametro per il fluoruro pari a 1,5 mg/L. Coincide con il valore guida OMS di 1,5 mg/L, fissato per prevenire la fluorosi dentale (effetto piu sensibile) tutelando al contempo i benefici sulla salute orale.
Boro
IARC: Il boro non è classificato dalla IARC come cancerogeno per l'uomo; la preoccupazione sanitaria principale riguarda gli effetti riproduttivi e sullo sviluppo, non quelli cancerogeni.Il boro è un elemento naturale presente nell'acqua per dissoluzione da rocce e suoli e, localmente, per scarichi industriali e detergenti. Gli studi tossicologici evidenziano effetti soprattutto sul sistema riproduttivo e sullo sviluppo, osservati in animali ad alte dosi. Il valore di parametro nell'acqua potabile in UE e in Italia è 1,5 mg/L.
Effetti documentati
- ▪Effetti sull'apparato riproduttivo maschile, con alterazioni dei testicoli e della spermatogenesi osservate negli animali ad alte dosi (WHO)
- ▪Tossicità per lo sviluppo, con riduzione del peso fetale e anomalie scheletriche negli studi su animali (ATSDR)
- ▪Il sistema riproduttivo e quello in sviluppo sono i principali bersagli della tossicità del boro (ATSDR)
- ▪Gli effetti avversi sono documentati a dosi molto superiori all'apporto alimentare medio giornaliero nell'uomo (US EPA)
Limite nell'acqua potabile: Valore di parametro 1,5 mg/L secondo il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184). L'OMS indica un valore guida superiore, pari a 2,4 mg/L, ma l'UE ha mantenuto un limite più cautelativo.
Selenio
IARC: Il selenio e i composti del selenio sono classificati da IARC in Gruppo 3 (non classificabili quanto alla cancerogenicità per l'uomo); non rientrano quindi nei Gruppi 1 o 2A.Il selenio è un oligoelemento essenziale in piccole quantità, ma a livelli elevati nell'acqua potabile può diventare tossico. L'intervallo tra fabbisogno e tossicità è ristretto: l'eccesso cronico può causare selenosi, con effetti su capelli, unghie e sistema nervoso (OMS, ATSDR).
Effetti documentati
- ▪Selenosi cronica con perdita di capelli e fragilità o alterazioni delle unghie (ATSDR)
- ▪Disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito e diarrea da esposizione acuta elevata (ATSDR)
- ▪Effetti sul sistema nervoso periferico in caso di esposizione elevata e prolungata (OMS)
- ▪Possibili alterazioni cutanee e dei denti associate a selenosi (ATSDR)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: valore di parametro per il selenio pari a 20 µg/L (0,020 mg/L). L'OMS indica un valore guida provvisorio di 0,04 mg/L (40 µg/L).
Antimonio
IARC: Non classificato in Gruppo 1 o 2A come elemento. IARC ha valutato il triossido di antimonio in Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo) e il trisolfuro di antimonio in Gruppo 3; non esiste una classificazione complessiva dell'antimonio metallico in acqua potabile come cancerogeno.L'antimonio è un metallo presente in tracce nell'ambiente che può migrare nell'acqua potabile da tubature, raccordi e contenitori. A dosi elevate per via orale è associato soprattutto a disturbi gastrointestinali; il valore guida dell'OMS è basato sulla protezione contro tali effetti (OMS).
Effetti documentati
- ▪Disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, dolore addominale e diarrea dopo ingestione di dosi elevate (ATSDR)
- ▪Alterazioni dei livelli sierici di colesterolo osservate in studi su animali (ATSDR)
- ▪Possibili effetti su cuore, fegato e sistema nervoso indicati come bersagli di tossicità (ATSDR)
- ▪Irritazione ed effetti gastrointestinali alla base del valore guida per l'acqua potabile (OMS)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: valore di parametro per l'antimonio pari a 10 µg/L (0,010 mg/L). Il valore guida dell'OMS per l'antimonio nell'acqua potabile è 0,02 mg/L (20 µg/L).
Manganese
IARC: Il manganese non è stato classificato dalla IARC quanto alla sua cancerogenicità (assenza di una valutazione/monografia specifica). Le agenzie statunitensi US EPA e ATSDR lo collocano nel Gruppo D - "non classificabile quanto alla cancerogenicità per l'uomo" per inadeguatezza dei dati. L'effetto critico riconosciuto è la neurotossicità, non la cancerogenicità.Il manganese è un oligoelemento essenziale per l'organismo (cofattore di numerosi enzimi), normalmente presente in basse concentrazioni nelle acque; tuttavia, in eccesso e per esposizioni elevate e prolungate è neurotossico, con il sistema nervoso centrale come principale bersaglio, e i lattanti e i bambini risultano la popolazione più sensibile.
Effetti documentati
- ▪Effetti neurologici (neurotossicità): l'eccesso di manganese può accumularsi nel cervello e provocare alterazioni neurologiche; ad esposizioni molto elevate (soprattutto per via inalatoria in ambito occupazionale) è descritto il quadro del "manganismo", una sindrome simile al parkinsonismo con tremori, rigidità e disturbi del movimento (ATSDR, EFSA).
- ▪Effetti sul neurosviluppo nei bambini: studi epidemiologici associano l'esposizione a manganese elevato nell'acqua potabile, per periodi prolungati, a esiti neurocomportamentali avversi nei bambini (ad es. riduzione delle prestazioni cognitive/QI, difficoltà di memoria e attenzione, problemi di comportamento); l'EFSA individua la neurotossicità come effetto critico prioritario, pur ritenendo i dati attuali insufficienti a definire una relazione dose-risposta (EFSA 2023, US EPA, ATSDR).
- ▪Lattanti come popolazione vulnerabile: i neonati e i lattanti, in particolare quelli alimentati con formula ricostituita con acqua, assorbono più manganese ed eliminano meno, e hanno sistema nervoso e gastrointestinale in sviluppo; per questo l'US EPA raccomanda cautele specifiche per i bambini sotto i 6 mesi (US EPA).
- ▪Manganese essenziale ma con finestra di sicurezza: è un nutriente necessario (carenza ed eccesso sono entrambi indesiderabili); l'EFSA (2023), non potendo derivare un livello massimo tollerabile (UL) per insufficienza di dati dose-risposta, ha stabilito "livelli sicuri di assunzione" pari a 8 mg/giorno negli adulti (inclusi gravidanza e allattamento), con valori inferiori per le età pediatriche.
- ▪Per l'esposizione tramite acqua potabile il principale effetto sanitario di interesse documentato dalle autorità è quello neurologico/neurocomportamentale da esposizione elevata e cronica; non vi è invece evidenza adeguata di cancerogenicità per il manganese (ATSDR, US EPA, IARC).
Limite nell'acqua potabile: In Italia/UE il manganese nell'acqua destinata al consumo umano è un parametro indicatore con valore di parametro pari a 50 µg/L (D.Lgs. 18/2023, recepimento della Direttiva UE 2020/2184); il superamento dei parametri indicatori comporta valutazione del rischio ed eventuali misure correttive, non un divieto automatico. L'OMS, nella 4ª edizione delle Guidelines for Drinking-water Quality, ha ritenuto non necessario un valore guida formale ma indica un valore di riferimento su base sanitaria di circa 80 µg/L (0,08 mg/L), nettamente superiore alle concentrazioni abituali nelle acque potabili. A titolo di confronto, l'US EPA ha emanato Health Advisory non vincolanti pari a 0,3 mg/L (esposizione life-time/cronica) e 1 mg/L (acuta, 1-10 giorni).
Alluminio
IARC: L'alluminio metallico e i suoi sali non sono classificati dallo IARC come cancerogeni per l'uomo nel contesto dell'acqua potabile (è invece classificata in Gruppo 1 la specifica esposizione professionale nella produzione di alluminio, legata ad altri agenti del processo, non all'alluminio dell'acqua).L'alluminio nell'acqua potabile è normato come parametro indicatore (200 µg/L nel D.Lgs. 18/2023): un valore legato soprattutto al controllo del processo di trattamento e agli aspetti organolettici, più che a un rischio sanitario diretto. L'ipotesi di un legame con le malattie neurodegenerative (in particolare l'Alzheimer) è stata a lungo discussa ma non è dimostrato un nesso causale; le evidenze restano limitate e contraddittorie (OMS).
Effetti documentati
- ▪Non è dimostrato un nesso causale tra alluminio nell'acqua potabile e malattie neurodegenerative come l'Alzheimer: secondo l'OMS la relazione emersa in alcuni studi epidemiologici non può essere del tutto esclusa, ma le evidenze sono limitate e influenzate da fattori di confondimento e da altre fonti di esposizione (OMS)
- ▪L'alluminio entra nell'organismo soprattutto attraverso alimenti, additivi e farmaci (es. antiacidi): l'acqua potabile è in genere una via di esposizione minore (OMS; EFSA)
- ▪Concentrazioni elevate possono causare problemi organolettici (colore, torbidità) e di gestione degli impianti, motivo per cui l'alluminio è regolato come parametro indicatore (OMS; D.Lgs. 18/2023)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: l'alluminio è un parametro indicatore con valore di 200 µg/L (0,2 mg/L). L'OMS non fissa un valore guida basato sulla salute, ma indica livelli pratici di 0,1–0,2 mg/L legati all'ottimizzazione del trattamento con coagulanti a base di alluminio.
Solfati
IARC: Non applicabile: i solfati non sono classificati dallo IARC come cancerogeni e non rientrano nei Gruppi 1, 2A o 2B.I solfati sono sali naturalmente presenti in molte acque, soprattutto quelle che attraversano rocce gessose o ricche di minerali solforati. Sono regolati come parametro indicatore (250 mg/L nel D.Lgs. 18/2023), valore legato principalmente a sapore e aspetti organolettici. A concentrazioni elevate possono dare un sapore sgradevole e, in persone non abituate, un effetto lassativo; l'OMS non ha derivato un valore guida basato sulla salute.
Effetti documentati
- ▪Effetto lassativo (diarrea) a concentrazioni elevate, osservato soprattutto in persone non abituate; studi su volontari indicano questo effetto attorno a 1000–1200 mg/L, senza aumento documentato di disidratazione o calo di peso (OMS)
- ▪Sapore sgradevole (amaro o salmastro) percepibile a partire da circa 250 mg/L a seconda del catione associato; le lamentele per il gusto aumentano oltre i 500 mg/L (OMS)
- ▪Nessun valore guida basato sulla salute è stato derivato dall'OMS: i solfati non sono considerati un rischio sanitario significativo alle concentrazioni usuali, ma restano un parametro organolettico (OMS)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: i solfati sono un parametro indicatore con valore di 250 mg/L. L'OMS non propone un valore guida basato sulla salute, ma segnala l'aumento delle lamentele per il sapore sopra i 500 mg/L e suggerisce di informare le autorità sanitarie quando si superano i 500 mg/L.
Cloriti e clorati
IARC: Non classificati da IARC come cancerogeni di Gruppo 1 o 2A. Il clorito di sodio è valutato da IARC in Gruppo 3 (non classificabile quanto alla cancerogenicità per l'uomo); per il clorato non vi è una classificazione IARC specifica di rilievo.Cloriti e clorati sono sottoprodotti della disinfezione dell'acqua potabile, formati durante l'impiego di biossido di cloro, ipoclorito o cloro. A concentrazioni elevate possono interferire con la funzione tiroidea e provocare effetti sul sangue, in particolare nei lattanti e nei soggetti vulnerabili (OMS).
Effetti documentati
- ▪Stress ossidativo a carico dei globuli rossi con possibile anemia emolitica a dosi elevate (OMS)
- ▪Formazione di metaemoglobina, con rischio particolare per i lattanti (OMS)
- ▪Possibile interferenza con la captazione dello iodio e la funzione tiroidea per il clorato (EFSA)
- ▪Effetti sul sistema nervoso e di tipo ematologico descritti in caso di esposizione elevata (ISS)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita in Italia dal D.Lgs. 18/2023: valore di parametro 0,25 mg/L sia per il clorito sia per il clorato. Per il clorito, se si usa biossido di cloro per la disinfezione, il valore è 0,70 mg/L. L'OMS indica valori guida provvisori di 0,7 mg/L sia per clorito sia per clorato.
Escherichia coli
IARC: Non applicabile: si tratta di un parametro microbiologico, non di una sostanza chimica oggetto di classificazione di cancerogenicità IARC.L'Escherichia coli (E. coli) è un batterio che vive normalmente nell'intestino di esseri umani e animali. La sua presenza nell'acqua potabile è il principale indicatore di contaminazione fecale recente e segnala il rischio che siano presenti microrganismi patogeni. Per questo l'acqua destinata al consumo umano deve essere priva di E. coli: il valore di parametro è 0 in 100 mL (D.Lgs. 18/2023).
Effetti documentati
- ▪La presenza di E. coli indica una contaminazione fecale recente e quindi un rischio elevato che siano presenti agenti patogeni di origine fecale (batteri, virus, protozoi) trasmissibili con l'acqua (OMS)
- ▪Le malattie associate al consumo di acqua con contaminazione fecale sono soprattutto gastroenteriti, con diarrea, vomito e crampi addominali (OMS)
- ▪Alcuni ceppi patogeni di E. coli (es. ceppi produttori di tossina Shiga, STEC/E. coli O157:H7) possono causare diarrea grave, talvolta emorragica, e nei casi più seri complicanze come la sindrome emolitico-uremica, soprattutto in bambini e anziani (OMS)
Limite nell'acqua potabile: Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: l'E. coli è un parametro microbiologico che deve essere assente, con valore di parametro pari a 0 in 100 mL. Il rilevamento anche di una sola unità impone provvedimenti immediati a tutela della salute.
Legionella
IARC: Non applicabile: si tratta di un parametro microbiologico, non di una sostanza chimica oggetto di classificazione di cancerogenicità IARC.La Legionella è un batterio che vive naturalmente in ambienti acquatici e può colonizzare gli impianti idrici, soprattutto le reti di acqua calda sanitaria, le tubazioni con ristagno e i sistemi che producono aerosol (docce, torri di raffreddamento, fontane). Il contagio non avviene bevendo, ma inalando minuscole goccioline d'acqua (aerosol) contaminate. Può causare la legionellosi, che va da una forma simil-influenzale (febbre di Pontiac) a una grave polmonite (malattia del legionario).
Effetti documentati
- ▪Malattia del legionario (legionellosi): una forma di polmonite potenzialmente grave e in alcuni casi fatale, contratta inalando aerosol d'acqua contenente il batterio (OMS; ECDC; CDC)
- ▪Febbre di Pontiac: forma più lieve e simil-influenzale, autolimitante, senza polmonite (CDC; OMS)
- ▪Soggetti più a rischio di forma grave: anziani, fumatori, persone con malattie respiratorie o renali croniche, diabete, tumori o sistema immunitario indebolito (OMS; CDC)
- ▪Il rischio è legato all'inalazione di aerosol (es. durante la doccia), non al semplice consumo dell'acqua per bere (OMS; CDC)
Limite nell'acqua potabile: La Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023, include la Legionella tra i parametri da monitorare con un approccio basato sul rischio, con un valore di riferimento di 1000 UFC/L da applicare in particolare agli impianti di distribuzione interni a rischio (es. strutture sanitarie e ricettive). In Italia valgono inoltre le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi.
Microplastiche
IARC: Le microplastiche in quanto tali non sono state classificate dallo IARC riguardo alla cancerogenicita. Lo IARC ha valutato alcune sostanze associate alle materie plastiche (ad es. lo stirene, monomero del polistirene, classificato Gruppo 2A - probabilmente cancerogeno, Monografia Vol. 121), ma cio non costituisce una classificazione delle microplastiche come particelle.Le microplastiche sono particelle plastiche (in genere <5 mm) rilevate anche nell'acqua potabile; secondo l'OMS (2019), in base alle evidenze attualmente disponibili e ai livelli finora misurati, il rischio per la salute umana appare basso, ma i dati sono limitati e di qualita variabile, per cui non e possibile trarre conclusioni definitive e servono ulteriori ricerche.
Effetti documentati
- ▪OMS 2019: sulla base delle limitate evidenze disponibili, le microplastiche nell'acqua potabile ai livelli attualmente riscontrati non sembrano rappresentare un rischio per la salute; tuttavia l'OMS sottolinea esplicitamente che i dati sono limitati e che occorrono studi piu numerosi e standardizzati.
- ▪OMS 2019: il rapporto valuta tre potenziali vie di pericolo - la presenza fisica delle particelle, le sostanze chimiche (monomeri non legati, additivi e contaminanti che possono adsorbirsi sulla plastica) e i microrganismi/biofilm che possono colonizzare le particelle; per chimica e biofilm la preoccupazione e giudicata bassa, mentre per il pericolo fisico le informazioni sono ritenute insufficienti per conclusioni certe.
- ▪OMS 2019: le particelle piu grandi (oltre ~150 micrometri) difficilmente vengono assorbite e l'assorbimento di quelle piu piccole e atteso limitato; per le nanoparticelle l'assorbimento potrebbe essere maggiore, ma le informazioni tossicologiche sono insufficienti (area in studio, non un effetto dimostrato).
- ▪EFSA 2016: i micro- e nanoplastiche sono considerati un tema emergente; i dati su presenza, tossicita e destino nell'organismo sono ancora insufficienti per una valutazione completa del rischio, e mancano metodi analitici standardizzati. EFSA ha avviato (mandato 2025) una nuova valutazione del rischio sanitario, attesa entro fine 2027.
- ▪ISS (ISSalute): le microplastiche sono ormai presenti anche nelle acque destinate al consumo umano, ma non esistono ad oggi prove consolidate di effetti tossici nell'uomo ai livelli riscontrati; resta prioritario standardizzare i metodi di rilevazione, soprattutto per le particelle piu piccole.
Limite nell'acqua potabile: Non esiste un limite specifico per le microplastiche nell'acqua potabile. L'OMS (2019) non ha raccomandato un valore di parametro ne il monitoraggio di routine, data l'insufficienza dei dati. Nell'UE la Direttiva acque potabili 2020/2184 inserisce le microplastiche in una watch list (lista di controllo): la Commissione deve definire una metodologia standardizzata di misura prima di un eventuale valore-guida; non e quindi in vigore un limite sanitario.