Analisi123
IARC: Non classificato in Gruppo 1 o 2A come elemento. IARC ha valutato il triossido di antimonio in Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo) e il trisolfuro di antimonio in Gruppo 3; non esiste una classificazione complessiva dell'antimonio metallico in acqua potabile come cancerogeno.

Antimonionell'acqua: effetti sulla salute

L'antimonio è un metallo presente in tracce nell'ambiente che può migrare nell'acqua potabile da tubature, raccordi e contenitori. A dosi elevate per via orale è associato soprattutto a disturbi gastrointestinali; il valore guida dell'OMS è basato sulla protezione contro tali effetti (OMS).

Come arriva nell'acqua

Entra nell'acqua potabile soprattutto per cessione da materiali a contatto, come saldature, raccordi metallici e alcuni contenitori in plastica, oltre che da fonti geologiche e industriali.

Effetti sulla salute

  • Disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, dolore addominale e diarrea dopo ingestione di dosi elevate (ATSDR)
  • Alterazioni dei livelli sierici di colesterolo osservate in studi su animali (ATSDR)
  • Possibili effetti su cuore, fegato e sistema nervoso indicati come bersagli di tossicità (ATSDR)
  • Irritazione ed effetti gastrointestinali alla base del valore guida per l'acqua potabile (OMS)
Classificazione IARC: Non classificato in Gruppo 1 o 2A come elemento. IARC ha valutato il triossido di antimonio in Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo) e il trisolfuro di antimonio in Gruppo 3; non esiste una classificazione complessiva dell'antimonio metallico in acqua potabile come cancerogeno.

Limite di legge nell'acqua potabile

Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: valore di parametro per l'antimonio pari a 10 µg/L (0,010 mg/L). Il valore guida dell'OMS per l'antimonio nell'acqua potabile è 0,02 mg/L (20 µg/L).

Come si analizza Antimonio

L'unico modo per sapere se Antimonioè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Antimonio. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Dopo lunghe stagnazioni (al mattino o al rientro da un'assenza) lascia scorrere l'acqua fredda per qualche secondo o minuto, finché diventa più fresca, prima di usarla per bere o cucinare.
  • Per bere, cucinare e preparare alimenti — in particolare il latte in formula per i lattanti — usa solo acqua fredda: l'acqua calda del rubinetto tende a sciogliere più facilmente i metalli ceduti dall'impianto.
  • Se l'impianto domestico è datato e sospetti tubazioni, saldature o raccordi che possono cedere metalli, può essere opportuno far valutare ed eventualmente sostituire i componenti a contatto con l'acqua.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere l'analisi di Antimonio oppure contattarci.

Domande frequenti su Antimonio

Qual è il limite per l'antimonio nell'acqua potabile in Italia?
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, fissa il valore di parametro per l'antimonio a 10 µg/L (0,010 mg/L). (fonte)
Da dove proviene l'antimonio nell'acqua del rubinetto?
Deriva principalmente dalla cessione da materiali a contatto con l'acqua, come saldature e raccordi, oltre che da fonti naturali e industriali. (fonte)
Quali effetti sulla salute può avere l'antimonio?
L'ingestione di dosi elevate è associata soprattutto a disturbi gastrointestinali come nausea e vomito; il valore guida dell'OMS (0,02 mg/L) è fissato a tutela contro questi effetti. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).