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IARC: Non classificati da IARC come cancerogeni di Gruppo 1 o 2A. Il clorito di sodio è valutato da IARC in Gruppo 3 (non classificabile quanto alla cancerogenicità per l'uomo); per il clorato non vi è una classificazione IARC specifica di rilievo.

Cloriti e cloratinell'acqua: effetti sulla salute

Cloriti e clorati sono sottoprodotti della disinfezione dell'acqua potabile, formati durante l'impiego di biossido di cloro, ipoclorito o cloro. A concentrazioni elevate possono interferire con la funzione tiroidea e provocare effetti sul sangue, in particolare nei lattanti e nei soggetti vulnerabili (OMS).

Come arriva nell'acqua

Si formano come sottoprodotti durante la disinfezione chimica dell'acqua potabile, in particolare con l'uso di biossido di cloro, ipoclorito di sodio (specie se invecchiato) o cloro.

Effetti sulla salute

  • Stress ossidativo a carico dei globuli rossi con possibile anemia emolitica a dosi elevate (OMS)
  • Formazione di metaemoglobina, con rischio particolare per i lattanti (OMS)
  • Possibile interferenza con la captazione dello iodio e la funzione tiroidea per il clorato (EFSA)
  • Effetti sul sistema nervoso e di tipo ematologico descritti in caso di esposizione elevata (ISS)
Classificazione IARC: Non classificati da IARC come cancerogeni di Gruppo 1 o 2A. Il clorito di sodio è valutato da IARC in Gruppo 3 (non classificabile quanto alla cancerogenicità per l'uomo); per il clorato non vi è una classificazione IARC specifica di rilievo.

Limite di legge nell'acqua potabile

Direttiva (UE) 2020/2184, recepita in Italia dal D.Lgs. 18/2023: valore di parametro 0,25 mg/L sia per il clorito sia per il clorato. Per il clorito, se si usa biossido di cloro per la disinfezione, il valore è 0,70 mg/L. L'OMS indica valori guida provvisori di 0,7 mg/L sia per clorito sia per clorato.

Come si analizza Cloriti e clorati

L'unico modo per sapere se Cloriti e cloratiè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Cloriti e clorati. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • I sottoprodotti della disinfezione restano comunque preferibili al rischio microbiologico di un'acqua non disinfettata: la disinfezione è una garanzia di sicurezza dell'acqua potabile.
  • Dove rilevante, un sistema di filtrazione idoneo (per esempio a carboni attivi), installato e mantenuto correttamente, può contribuire a ridurre alcuni sottoprodotti; va scelto in base al caso specifico e sottoposto a manutenzione regolare, senza aspettarsi una rimozione garantita.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere un preventivo oppure contattarci.

Domande frequenti su Cloriti e clorati

Qual è il limite di legge per cloriti e clorati nell'acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2020/2184, fissa un valore di parametro di 0,25 mg/L sia per il clorito sia per il clorato; per il clorito, in caso di disinfezione con biossido di cloro, il valore è 0,70 mg/L. (fonte)
Perché si formano cloriti e clorati nell'acqua del rubinetto?
Sono sottoprodotti inevitabili della disinfezione chimica: si generano quando si impiega biossido di cloro, ipoclorito o cloro per rendere l'acqua microbiologicamente sicura. (fonte)
Quali effetti sulla salute possono avere a livelli elevati?
A concentrazioni elevate possono causare stress ossidativo sui globuli rossi, formazione di metaemoglobina (con rischio per i lattanti) e, per il clorato, possibile interferenza con la funzione tiroidea. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).