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IARC: Composti del cromo esavalente [Cr(VI)]: Gruppo 1 - cancerogeni per l'uomo (evidenza sufficiente per il cancro del polmone

Cromo esavalentenell'acqua: effetti sulla salute

Il cromo esavalente [Cr(VI)] è una forma del cromo classificata dalla IARC come cancerogena per l'uomo (Gruppo 1) sulla base di evidenze consolidate per via inalatoria (cancro del polmone); per l'esposizione tramite acqua potabile, una parte del Cr(VI) ingerito viene ridotta a Cr(III) nel tratto gastrointestinale, ma le autorità sanitarie (OMS, EFSA, US EPA/ATSDR) ne mantengono la sorveglianza per i potenziali effetti gastrointestinali e cancerogeni e fissano valori di parametro cautelativi nell'acqua destinata al consumo umano.

Come arriva nell'acqua

Il cromo esavalente, Cr(VI), può arrivare nelle acque sotterranee sia per cause naturali, durante l'attraversamento di rocce ricche di silicati ferro-magnesiaci, sia soprattutto per scarichi industriali (bagni galvanici, concerie, produzione di vernici e pigmenti, torri di raffreddamento). Una volta in falda è molto solubile e quindi facilmente diffondibile nelle risorse idriche.

Effetti sulla salute

  • Cancerogenicità accertata per via inalatoria: l'esposizione professionale a composti di Cr(VI) aerodispersi è associata in modo consolidato a un aumento del rischio di cancro del polmone (IARC Gruppo 1; OMS, US EPA, ATSDR).
  • Evidenze sull'ingestione: studi sperimentali su animali (NTP 2008) hanno mostrato attività cancerogena del Cr(VI) somministrato con l'acqua da bere, con tumori del cavo orale nei ratti e dell'intestino tenue nei topi; per l'uomo le evidenze epidemiologiche per via orale sono considerate più limitate e ancora oggetto di valutazione (EFSA, ATSDR).
  • Effetti gastrointestinali da ingestione: a dosi elevate, alcuni composti di Cr(VI) sono irritanti e caustici per la mucosa e possono causare dolore addominale, vomito, ulcerazioni gastrointestinali e diarrea; in popolazioni esposte ad acqua di pozzo fortemente contaminata sono stati riportati ulcere orali, dispepsia, dolore addominale e diarrea (ATSDR).
  • Effetti su fegato e sangue: in studi sperimentali a esposizione orale prolungata sono stati osservati danni epatici e anemia microcitica ipocromica (ATSDR; EFSA).
  • Per gli effetti non neoplastici, EFSA conclude che gli attuali livelli di esposizione al Cr(VI) tramite acqua e alimenti, sulla base del margine di esposizione, non destano preoccupazione per la salute pubblica; il Cr(VI) come ione cromato può inoltre indurre sensibilizzazione e dermatite allergica da contatto (ISS, ATSDR).
Classificazione IARC: Composti del cromo esavalente [Cr(VI)]: Gruppo 1 - cancerogeni per l'uomo (evidenza sufficiente per il cancro del polmone, principalmente per via inalatoria). Il cromo metallico e i composti del cromo trivalente [Cr(III)] sono invece in Gruppo 3 (non classificabili). Valutazione IARC, Monografie Vol. 100C (2012).

Limite di legge nell'acqua potabile

In Italia/UE il valore di parametro per il cromo (totale) nell'acqua destinata al consumo umano è 25 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184), in vigore dal 12 gennaio 2026; fino a tale data si applicava il valore transitorio di 50 µg/L. Il D.Lgs. 18/2023 introduce inoltre, come parametro indicatore, un valore per il cromo esavalente di 25 µg/L. L'OMS indica un valore guida provvisorio per il cromo totale nell'acqua potabile di 50 µg/L (0,05 mg/L).

Come si analizza Cromo esavalente

L'unico modo per sapere se Cromo esavalenteè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Cromo esavalente. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

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Domande frequenti su Cromo esavalente

Il cromo esavalente è cancerogeno?
Sì: lo IARC classifica i composti del cromo esavalente, Cr(VI), nel Gruppo 1 (cancerogeni per l'uomo), con evidenze sufficienti soprattutto per il tumore del polmone; il cromo trivalente, Cr(III), è invece un oligoelemento essenziale e non cancerogeno. (fonte)
Quale limite è previsto per il cromo nell'acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 fissa per il cromo (totale) un valore di parametro di 25 µg/L, applicabile al più tardi dal 12 gennaio 2026, con un valore transitorio di 50 µg/L fino a tale data. (fonte)
Da dove proviene il cromo esavalente nell'acqua?
Può avere origine naturale dal dilavamento di rocce e suoli ricchi di cromo, ma è spesso legato ad attività industriali come galvanica, concerie e produzione di vernici, i cui scarichi possono contaminare le falde acquifere. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).