Come arriva nell'acqua
Il cromo esavalente, Cr(VI), può arrivare nelle acque sotterranee sia per cause naturali, durante l'attraversamento di rocce ricche di silicati ferro-magnesiaci, sia soprattutto per scarichi industriali (bagni galvanici, concerie, produzione di vernici e pigmenti, torri di raffreddamento). Una volta in falda è molto solubile e quindi facilmente diffondibile nelle risorse idriche.
Effetti sulla salute
- Cancerogenicità accertata per via inalatoria: l'esposizione professionale a composti di Cr(VI) aerodispersi è associata in modo consolidato a un aumento del rischio di cancro del polmone (IARC Gruppo 1; OMS, US EPA, ATSDR).
- Evidenze sull'ingestione: studi sperimentali su animali (NTP 2008) hanno mostrato attività cancerogena del Cr(VI) somministrato con l'acqua da bere, con tumori del cavo orale nei ratti e dell'intestino tenue nei topi; per l'uomo le evidenze epidemiologiche per via orale sono considerate più limitate e ancora oggetto di valutazione (EFSA, ATSDR).
- Effetti gastrointestinali da ingestione: a dosi elevate, alcuni composti di Cr(VI) sono irritanti e caustici per la mucosa e possono causare dolore addominale, vomito, ulcerazioni gastrointestinali e diarrea; in popolazioni esposte ad acqua di pozzo fortemente contaminata sono stati riportati ulcere orali, dispepsia, dolore addominale e diarrea (ATSDR).
- Effetti su fegato e sangue: in studi sperimentali a esposizione orale prolungata sono stati osservati danni epatici e anemia microcitica ipocromica (ATSDR; EFSA).
- Per gli effetti non neoplastici, EFSA conclude che gli attuali livelli di esposizione al Cr(VI) tramite acqua e alimenti, sulla base del margine di esposizione, non destano preoccupazione per la salute pubblica; il Cr(VI) come ione cromato può inoltre indurre sensibilizzazione e dermatite allergica da contatto (ISS, ATSDR).
Limite di legge nell'acqua potabile
In Italia/UE il valore di parametro per il cromo (totale) nell'acqua destinata al consumo umano è 25 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184), in vigore dal 12 gennaio 2026; fino a tale data si applicava il valore transitorio di 50 µg/L. Il D.Lgs. 18/2023 introduce inoltre, come parametro indicatore, un valore per il cromo esavalente di 25 µg/L. L'OMS indica un valore guida provvisorio per il cromo totale nell'acqua potabile di 50 µg/L (0,05 mg/L).
Come si analizza Cromo esavalente
L'unico modo per sapere se Cromo esavalenteè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Cromo esavalente. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
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Domande frequenti su Cromo esavalente
- Il cromo esavalente è cancerogeno?
- Sì: lo IARC classifica i composti del cromo esavalente, Cr(VI), nel Gruppo 1 (cancerogeni per l'uomo), con evidenze sufficienti soprattutto per il tumore del polmone; il cromo trivalente, Cr(III), è invece un oligoelemento essenziale e non cancerogeno. (fonte)
- Quale limite è previsto per il cromo nell'acqua potabile?
- Il D.Lgs. 18/2023 fissa per il cromo (totale) un valore di parametro di 25 µg/L, applicabile al più tardi dal 12 gennaio 2026, con un valore transitorio di 50 µg/L fino a tale data. (fonte)
- Da dove proviene il cromo esavalente nell'acqua?
- Può avere origine naturale dal dilavamento di rocce e suoli ricchi di cromo, ma è spesso legato ad attività industriali come galvanica, concerie e produzione di vernici, i cui scarichi possono contaminare le falde acquifere. (fonte)
Fonti
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).