Analisi123
IARC: L'alluminio metallico e i suoi sali non sono classificati dallo IARC come cancerogeni per l'uomo nel contesto dell'acqua potabile (è invece classificata in Gruppo 1 la specifica esposizione professionale nella produzione di alluminio

Alluminionell'acqua: effetti sulla salute

L'alluminio nell'acqua potabile è normato come parametro indicatore (200 µg/L nel D.Lgs. 18/2023): un valore legato soprattutto al controllo del processo di trattamento e agli aspetti organolettici, più che a un rischio sanitario diretto. L'ipotesi di un legame con le malattie neurodegenerative (in particolare l'Alzheimer) è stata a lungo discussa ma non è dimostrato un nesso causale; le evidenze restano limitate e contraddittorie (OMS).

Come arriva nell'acqua

L'alluminio è uno degli elementi più diffusi nella crosta terrestre e può essere presente naturalmente nelle acque. Una fonte rilevante nell'acqua potabile è l'uso di sali di alluminio come coagulanti nei processi di potabilizzazione: un trattamento non ottimale può lasciare alluminio residuo nell'acqua distribuita.

Effetti sulla salute

  • Non è dimostrato un nesso causale tra alluminio nell'acqua potabile e malattie neurodegenerative come l'Alzheimer: secondo l'OMS la relazione emersa in alcuni studi epidemiologici non può essere del tutto esclusa, ma le evidenze sono limitate e influenzate da fattori di confondimento e da altre fonti di esposizione (OMS)
  • L'alluminio entra nell'organismo soprattutto attraverso alimenti, additivi e farmaci (es. antiacidi): l'acqua potabile è in genere una via di esposizione minore (OMS; EFSA)
  • Concentrazioni elevate possono causare problemi organolettici (colore, torbidità) e di gestione degli impianti, motivo per cui l'alluminio è regolato come parametro indicatore (OMS; D.Lgs. 18/2023)
Classificazione IARC: L'alluminio metallico e i suoi sali non sono classificati dallo IARC come cancerogeni per l'uomo nel contesto dell'acqua potabile (è invece classificata in Gruppo 1 la specifica esposizione professionale nella produzione di alluminio, legata ad altri agenti del processo, non all'alluminio dell'acqua).

Limite di legge nell'acqua potabile

Direttiva (UE) 2020/2184, recepita dal D.Lgs. 18/2023: l'alluminio è un parametro indicatore con valore di 200 µg/L (0,2 mg/L). L'OMS non fissa un valore guida basato sulla salute, ma indica livelli pratici di 0,1–0,2 mg/L legati all'ottimizzazione del trattamento con coagulanti a base di alluminio.

Come si analizza Alluminio

L'unico modo per sapere se Alluminioè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Alluminio. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere l'analisi di Alluminio oppure contattarci.

Domande frequenti su Alluminio

Qual è il limite dell'alluminio nell'acqua potabile?
Nel D.Lgs. 18/2023, in linea con la Direttiva (UE) 2020/2184, l'alluminio è un parametro indicatore con valore di 200 µg/L (0,2 mg/L). È un valore legato soprattutto al controllo del trattamento e agli aspetti organolettici. (fonte)
L'alluminio nell'acqua provoca l'Alzheimer?
Non è dimostrato un nesso causale. Secondo l'OMS la relazione emersa in alcuni studi epidemiologici non può essere del tutto esclusa, ma le evidenze sono limitate e condizionate da fattori di confondimento e dall'esposizione attraverso alimenti e farmaci, che è in genere preponderante rispetto all'acqua. (fonte)
Da dove proviene l'alluminio nell'acqua del rubinetto?
Può essere presente naturalmente, ma una fonte tipica è l'uso di sali di alluminio come coagulanti nella potabilizzazione: se il trattamento non è ottimale, può rimanere alluminio residuo nell'acqua. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).