Come arriva nell'acqua
Il cloruro di vinile si forma in falda soprattutto come prodotto di degradazione anaerobica di solventi clorurati come tetracloroetilene (PCE) e tricloroetilene (TCE) dispersi nel sottosuolo da attività industriali; può inoltre migrare nell'acqua dalle tubazioni in PVC usate per la distribuzione idrica.
Effetti sulla salute
- Angiosarcoma epatico (emangiosarcoma del fegato): è l'effetto cancerogeno meglio documentato, dimostrato in lavoratori esposti professionalmente per via inalatoria; rappresenta l'evidenza più solida alla base della classificazione di cancerogenicità (IARC, ATSDR).
- Altri tumori epatici e neoplasie associate all'esposizione professionale, tra cui carcinoma epatocellulare; IARC riporta inoltre associazioni con altre sedi tumorali (ATSDR, IARC).
- Effetti epatici non tumorali da esposizione prolungata: alterazioni del fegato come steatosi (fegato grasso), ipertrofia degli epatociti e fibrosi epatica (ATSDR).
- A esposizioni elevate sono descritti danno epatico e la cosiddetta 'malattia da cloruro di vinile' negli esposti professionali (alterazioni di fegato, milza, fenomeni vascolari come la sindrome di Raynaud e acrosteolisi); tali quadri derivano da esposizioni occupazionali elevate, non dai bassi livelli tipici dell'acqua potabile (ATSDR).
- Meccanismo genotossico: il cloruro di vinile è metabolizzato nel fegato in metaboliti elettrofili reattivi che formano addotti al DNA, coerente con un'azione cancerogena senza una soglia chiaramente definita (IARC).
Limite di legge nell'acqua potabile
In Italia/UE il valore di parametro per il cloruro di vinile nell'acqua destinata al consumo umano è 0,5 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184). Il valore si riferisce alla concentrazione residua di monomero calcolata in base alle specifiche di migrazione dai materiali a contatto con l'acqua. L'OMS indica un valore guida di 0,3 µg/L.
Come si analizza Cloruro di vinile
L'unico modo per sapere se Cloruro di vinileè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Cloruro di vinile. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- Dopo lunghe stagnazioni (al mattino o al rientro da un'assenza) lascia scorrere l'acqua fredda per qualche secondo o minuto, finché diventa più fresca, prima di usarla per bere o cucinare.
- Per bere, cucinare e preparare alimenti — in particolare il latte in formula per i lattanti — usa solo acqua fredda: l'acqua calda del rubinetto tende a sciogliere più facilmente i metalli ceduti dall'impianto.
- Se l'impianto domestico è datato e sospetti tubazioni, saldature o raccordi che possono cedere metalli, può essere opportuno far valutare ed eventualmente sostituire i componenti a contatto con l'acqua.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere l'analisi di Cloruro di vinile oppure contattarci.
Domande frequenti su Cloruro di vinile
- Qual è il limite del cloruro di vinile nell'acqua potabile?
- In Italia il contenuto di cloruro di vinile nell'acqua destinata al consumo umano deve essere inferiore a 0,5 µg/L (500 ng/L). (fonte)
- Il cloruro di vinile è cancerogeno?
- Sì: lo IARC classifica il cloruro di vinile nel Gruppo 1, cioè tra le sostanze certamente cancerogene per l'uomo, in particolare associato all'angiosarcoma del fegato. (fonte)
- Da dove proviene il cloruro di vinile presente nell'acqua?
- È stato rilevato nelle acque sotterranee come prodotto di degradazione dei solventi clorurati tricloroetilene e tetracloroetilene; inoltre il PVC è usato in alcuni Paesi per le condotte idriche e la migrazione di cloruro di vinile da tali tubazioni è una possibile fonte di presenza nell'acqua potabile. (fonte)
Fonti
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).