Come arriva nell'acqua
Il mercurio è presente nelle acque superficiali e sotterranee solitamente in concentrazioni inferiori a 0,5 µg/L, ma giacimenti minerali locali possono determinare livelli più elevati nelle falde. A questa origine naturale di tipo geologico si aggiungono i rilasci di origine industriale.
Effetti sulla salute
- Effetti renali (nefrotossicità): il rene è l'organo bersaglio critico dopo ingestione di mercurio inorganico, con possibile proteinuria, danno ai tubuli renali e, in alcuni casi, sindrome nefrosica su base autoimmune (ATSDR, US EPA, EFSA).
- Effetti sul sistema nervoso: il sistema nervoso è il bersaglio principale del mercurio elementare e del metilmercurio, con possibili tremori, alterazioni della coordinazione, dei movimenti, della vista, della memoria e dell'umore in caso di esposizioni elevate (ATSDR, US EPA).
- Effetti sullo sviluppo neurologico: il metilmercurio attraversa la placenta e la barriera ematoencefalica; il cervello in via di sviluppo del feto è l'organo più sensibile, con possibili deficit cognitivi, sensoriali e motori nei bambini esposti in utero (EFSA, OMS, ATSDR).
- Altri effetti documentati del mercurio inorganico ad esposizioni elevate: possibili effetti su sistema immunitario, apparato digerente (gastrite, colite in caso di intossicazione acuta) e, in animali e nell'uomo, sul sistema riproduttivo (EFSA, OMS).
- L'EFSA ha stabilito dosi settimanali tollerabili (TWI) di 4 µg/kg di peso corporeo per il mercurio inorganico e di 1,3 µg/kg per il metilmercurio, quest'ultima basata sulla neurotossicità dello sviluppo come effetto critico.
Limite di legge nell'acqua potabile
In Italia/UE il valore di parametro per il mercurio nell'acqua destinata al consumo umano è 1,0 µg/L (D.Lgs. 18/2023, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184). A titolo di confronto, l'OMS indica un valore guida di 6 µg/L per il mercurio inorganico nell'acqua potabile.
Come si analizza Mercurio
L'unico modo per sapere se Mercurioè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Mercurio. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere l'analisi di Mercurio oppure contattarci.
Domande frequenti su Mercurio
- Qual è il limite dell'OMS per il mercurio nell'acqua potabile?
- L'OMS ha stabilito un valore guida di 0,006 mg/L (6 µg/L) per il mercurio inorganico nell'acqua destinata al consumo umano. (fonte)
- Da dove proviene il mercurio presente nell'acqua?
- Secondo l'OMS il mercurio è presente in forma inorganica nelle acque superficiali e sotterranee, di norma a concentrazioni inferiori a 0,5 µg/L, anche se depositi minerali locali possono produrre livelli più alti nelle acque di falda. (fonte)
- L'acqua è la principale via di esposizione al mercurio?
- No: per la popolazione non esposta professionalmente la fonte principale di mercurio è il cibo, con un'assunzione media giornaliera con la dieta che nei vari Paesi varia tra circa 2 e 20 µg al giorno per persona. (fonte)
Fonti
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).