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IARC: IARC (Monografia vol. 94

Nitrati e nitritinell'acqua: effetti sulla salute

Nitrati e nitriti possono raggiungere l'acqua potabile soprattutto per dilavamento agricolo e scarichi; alle concentrazioni usuali sono generalmente tollerati, ma il superamento dei limiti normativi comporta rischi sanitari, in particolare per i lattanti e in relazione alla possibile formazione di composti N-nitroso.

Come arriva nell'acqua

I nitrati arrivano nell'acqua potabile soprattutto dalle attività agricole: i fertilizzanti azotati e i reflui zootecnici percolano nel suolo e raggiungono le falde acquifere, in particolare quelle superficiali. Contribuiscono anche gli scarichi civili non depurati e i sistemi di smaltimento delle acque reflue.

Effetti sulla salute

  • Metaemoglobinemia nei lattanti ("sindrome del bambino blu"): il nitrato viene ridotto a nitrito, che ossida l'emoglobina a metaemoglobina riducendo il trasporto di ossigeno; i neonati alimentati con formula ricostituita con acqua ad alto contenuto di nitrati sono i soggetti più vulnerabili (WHO, US EPA, ISS).
  • Formazione endogena di nitrosammine (composti N-nitroso): nell'ambiente acido dello stomaco il nitrito può reagire con ammine e ammidi formando N-nitroso composti, alcuni dei quali noti cancerogeni; è il meccanismo alla base della classificazione IARC (IARC, EFSA).
  • Possibile associazione, ancora oggetto di studio, tra nitrato/nitrito ingeriti in condizioni di nitrosazione endogena e rischio di alcuni tumori (es. stomaco), valutata da IARC con evidenza limitata nell'uomo.
  • Soggetti a maggior rischio per la metaemoglobinemia oltre ai lattanti: persone con carenze enzimatiche (es. NADH-metaemoglobina reduttasi/G6PD), anziani e individui con elevata produzione di nitriti (ISS, WHO).
Classificazione IARC: IARC (Monografia vol. 94, 2010): "nitrati o nitriti ingeriti in condizioni che inducono nitrosazione endogena" classificati nel Gruppo 2A (probabilmente cancerogeni per l'uomo). Evidenza inadeguata per il nitrato di per sé, limitata per il nitrito di per sé, sufficiente per il nitrito in combinazione con ammine o ammidi.

Limite di legge nell'acqua potabile

Acqua destinata al consumo umano (Italia, D.Lgs. 18/2023, recepimento Dir. UE 2020/2184): nitrati 50 mg/L, nitriti 0,5 mg/L. Valori coerenti con i valori guida OMS (nitrato 50 mg/L; nitrito 3 mg/L a tutela dei lattanti per esposizione a breve termine). Per confronto, US EPA fissa MCL pari a 10 mg/L come N-nitrato (10 ppm) e 1 mg/L come N-nitrito (1 ppm).

Come si analizza Nitrati e nitriti

L'unico modo per sapere se Nitrati e nitritiè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Nitrati e nitriti. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere un preventivo oppure contattarci.

Domande frequenti su Nitrati e nitriti

Qual è il limite di legge per i nitrati nell'acqua potabile?
Sia le linee guida dell'OMS sia la normativa europea e italiana (D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva UE 2020/2184) fissano il valore massimo dei nitrati nell'acqua destinata al consumo umano a 50 mg/L. (fonte)
Perché i nitrati sono pericolosi soprattutto per i lattanti?
Il limite per i nitrati è stato fissato per prevenire la metaemoglobinemia (la cosiddetta sindrome del bambino blu): nei lattanti di pochi mesi i nitrati possono trasformarsi in nitriti e ridurre la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Per questo va prestata particolare attenzione all'acqua usata per ricostituire il latte in polvere. (fonte)
I nitrati assunti con la dieta hanno lo stesso effetto di quelli dell'acqua?
Secondo l'EFSA la maggior parte dell'assunzione di nitrati deriva dalle verdure, e i benefici di una dieta ricca di frutta e verdura superano i potenziali rischi legati ai nitrati in esse contenuti. I nitrati presenti negli alimenti vegetali, accompagnati da antiossidanti come la vitamina C, possono inoltre ridurre la formazione endogena di composti N-nitroso rispetto ai nitrati assunti con l'acqua. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).