Come arriva nell'acqua
Il radon si forma naturalmente dal decadimento radioattivo dell'uranio e del radio presenti in rocce e suoli, in particolare graniti e rocce vulcaniche. Si scioglie facilmente nelle acque sotterranee che attraversano questi terreni, perciò si ritrova soprattutto nelle acque di pozzi profondi. Negli usi domestici dell'acqua (doccia, lavaggi) il gas si libera nell'aria interna, dove può essere inalato.
Effetti sulla salute
- Tumore del polmone: il radon e i suoi prodotti di decadimento sono cancerogeni per l'uomo, con sufficiente evidenza nell'uomo (IARC Gruppo 1; OMS). Per il radon in acqua il rischio deriva in larga misura dall'inalazione del gas che si libera nell'aria degli ambienti domestici
- L'ingestione diretta di acqua contenente radon comporta un rischio aggiuntivo, considerato molto inferiore rispetto a quello da inalazione, con possibile contributo al tumore dello stomaco secondo alcune valutazioni (US EPA / National Academy of Sciences)
- Il contributo del radon disciolto in acqua all'esposizione complessiva è in genere modesto rispetto al radon che entra negli edifici dal suolo, ma può diventare rilevante con acque di pozzo profondo ad alta concentrazione (OMS; US EPA)
Limite di legge nell'acqua potabile
La normativa europea sulle sostanze radioattive nell'acqua potabile (Direttiva 2013/51/Euratom, recepita in Italia) fissa per il radon un valore di parametro di riferimento di 100 Bq/L, sopra il quale valutare azioni correttive; oltre 1000 Bq/L l'azione correttiva è considerata giustificata per motivi di radioprotezione. L'OMS raccomanda di contenere l'esposizione complessiva al radon.
Come si analizza Radon
L'unico modo per sapere se Radonè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Radon. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere un preventivo oppure contattarci.
Domande frequenti su Radon
- Il radon nell'acqua è pericoloso?
- Il radon è classificato dallo IARC nel Gruppo 1 (cancerogeno per l'uomo) ed è una causa di tumore del polmone. Per il radon disciolto in acqua il rischio principale deriva dall'inalazione del gas che si libera negli ambienti domestici durante gli usi dell'acqua, più che dall'ingestione. (fonte)
- Da dove proviene il radon nell'acqua del rubinetto?
- Si forma dal decadimento naturale di uranio e radio nelle rocce, soprattutto graniti e rocce vulcaniche, e si scioglie nelle acque sotterranee. Si trova quindi soprattutto nelle acque di pozzi profondi in aree geologicamente predisposte. (fonte)
- L'acqua dell'acquedotto contiene radon?
- In genere le acque superficiali e quelle trattate hanno concentrazioni basse, perché il radon si disperde nell'aria; le concentrazioni più elevate riguardano soprattutto pozzi profondi. La normativa europea fissa un valore di parametro di riferimento di 100 Bq/L per attivare le valutazioni. (fonte)
Fonti
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).