Come arriva nell'acqua
Le microplastiche raggiungono l'acqua attraverso l'inquinamento ambientale diffuso da plastiche: la loro presenza è stata documentata sia nell'acqua di rubinetto sia in quella in bottiglia, in relazione alla contaminazione delle acque grezze e all'efficacia, non sempre completa, dei processi di trattamento delle acque reflue e potabili.
Effetti sulla salute
- OMS 2019: sulla base delle limitate evidenze disponibili, le microplastiche nell'acqua potabile ai livelli attualmente riscontrati non sembrano rappresentare un rischio per la salute; tuttavia l'OMS sottolinea esplicitamente che i dati sono limitati e che occorrono studi piu numerosi e standardizzati.
- OMS 2019: il rapporto valuta tre potenziali vie di pericolo - la presenza fisica delle particelle, le sostanze chimiche (monomeri non legati, additivi e contaminanti che possono adsorbirsi sulla plastica) e i microrganismi/biofilm che possono colonizzare le particelle; per chimica e biofilm la preoccupazione e giudicata bassa, mentre per il pericolo fisico le informazioni sono ritenute insufficienti per conclusioni certe.
- OMS 2019: le particelle piu grandi (oltre ~150 micrometri) difficilmente vengono assorbite e l'assorbimento di quelle piu piccole e atteso limitato; per le nanoparticelle l'assorbimento potrebbe essere maggiore, ma le informazioni tossicologiche sono insufficienti (area in studio, non un effetto dimostrato).
- EFSA 2016: i micro- e nanoplastiche sono considerati un tema emergente; i dati su presenza, tossicita e destino nell'organismo sono ancora insufficienti per una valutazione completa del rischio, e mancano metodi analitici standardizzati. EFSA ha avviato (mandato 2025) una nuova valutazione del rischio sanitario, attesa entro fine 2027.
- ISS (ISSalute): le microplastiche sono ormai presenti anche nelle acque destinate al consumo umano, ma non esistono ad oggi prove consolidate di effetti tossici nell'uomo ai livelli riscontrati; resta prioritario standardizzare i metodi di rilevazione, soprattutto per le particelle piu piccole.
Limite di legge nell'acqua potabile
Non esiste un limite specifico per le microplastiche nell'acqua potabile. L'OMS (2019) non ha raccomandato un valore di parametro ne il monitoraggio di routine, data l'insufficienza dei dati. Nell'UE la Direttiva acque potabili 2020/2184 inserisce le microplastiche in una watch list (lista di controllo): la Commissione deve definire una metodologia standardizzata di misura prima di un eventuale valore-guida; non e quindi in vigore un limite sanitario.
Come si analizza Microplastiche
L'unico modo per sapere se Microplasticheè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Microplastiche. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- Dopo lunghe stagnazioni (al mattino o al rientro da un'assenza) lascia scorrere l'acqua fredda per qualche secondo o minuto, finché diventa più fresca, prima di usarla per bere o cucinare.
- Per bere, cucinare e preparare alimenti — in particolare il latte in formula per i lattanti — usa solo acqua fredda: l'acqua calda del rubinetto tende a sciogliere più facilmente i metalli ceduti dall'impianto.
- Se l'impianto domestico è datato e sospetti tubazioni, saldature o raccordi che possono cedere metalli, può essere opportuno far valutare ed eventualmente sostituire i componenti a contatto con l'acqua.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
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Domande frequenti su Microplastiche
- Le microplastiche nell'acqua potabile sono pericolose per la salute?
- Secondo il rapporto dell'OMS del 2019, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, le microplastiche presenti nell'acqua potabile non sembrano rappresentare un rischio per la salute umana ai livelli rilevati; l'OMS sottolinea però che le evidenze sono limitate e che servono ulteriori studi. (fonte)
- Che cosa raccomanda l'OMS riguardo alle microplastiche nell'acqua?
- L'OMS raccomanda di approfondire la ricerca sulle microplastiche e sui loro effetti sulla salute, di sviluppare metodi standardizzati per misurarle nell'acqua e di ridurre l'inquinamento da plastica, considerato il principale obiettivo per limitare l'esposizione. (fonte)
- Il trattamento dell'acqua riesce a rimuovere le microplastiche?
- Il rapporto dell'OMS evidenzia che i sistemi di trattamento delle acque reflue e potabili possono rimuovere una quota significativa di microplastiche, ma analizza anche le incertezze legate alla loro presenza e raccomanda di ottimizzare i processi di rimozione. (fonte)
Fonti
- OMS/WHO - Microplastics in drinking-water (comunicato e rapporto, 2019)
- EFSA - Microplastics and nanoplastics in food (statement 2016 e valutazione in corso)
- ISS - ISSalute: Microplastiche, diffusione ed effetti sulla salute
- EFSA - Microplastics: European Parliament requests scientific advice (mandato 2025, advice attesa entro fine 2027)
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).