Come arriva nell'acqua
L'uranio entra nell'acqua potabile prevalentemente per processi naturali di dissoluzione da rocce e minerali geologici nelle falde sotterranee; localmente possono contribuire attività minerarie o l'uso di fertilizzanti fosfatici.
Effetti sulla salute
- Nefrotossicità: il rene è l'organo bersaglio più sensibile, con possibili alterazioni della funzione tubulare prossimale in caso di esposizione cronica elevata (WHO)
- Possibile danno renale documentato in studi su popolazioni esposte ad alte concentrazioni in acqua da pozzo (ATSDR)
- Tossicità chimica considerata prevalente rispetto a quella radiologica alle concentrazioni riscontrate nell'acqua potabile (WHO)
- Per l'esposizione orale all'uranio naturale non vi sono prove sufficienti di cancerogenicità nell'uomo (WHO)
- L'uranio è classificato come radionuclide alfa-emettitore internamente depositato, cancerogeno per l'uomo in ambito radiologico (IARC Gruppo 1)
Limite di legge nell'acqua potabile
Valore di parametro 30 µg/L secondo il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184); coincide con il valore guida provvisorio dell'OMS di 30 µg/L per l'uranio nell'acqua potabile.
Come si analizza Uranio
L'unico modo per sapere se Uranioè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Uranio. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere l'analisi di Uranio oppure contattarci.
Domande frequenti su Uranio
- Qual è il limite di legge per l'uranio nell'acqua potabile in Italia?
- Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro di 30 µg/L per l'uranio, in linea con il valore guida provvisorio dell'OMS. (fonte)
- L'uranio nell'acqua è pericoloso per la radioattività o per la tossicità chimica?
- Alle concentrazioni tipiche dell'acqua potabile l'OMS indica che la principale preoccupazione è la tossicità chimica a carico del rene, mentre l'esposizione orale all'uranio naturale non ha prove sufficienti di cancerogenicità. (fonte)
- Qual è l'organo più sensibile all'uranio?
- Secondo l'OMS il rene è l'organo bersaglio più sensibile, con possibili alterazioni della funzione tubulare a esposizioni elevate e prolungate. (fonte)
Fonti
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).