Come arriva nell'acqua
I trialometani non sono presenti naturalmente nell'acqua, ma si formano come sottoprodotti della disinfezione: quando il cloro impiegato per rendere l'acqua microbiologicamente sicura reagisce con la materia organica naturale presente nelle acque grezze (sostanze umiche, residui vegetali, alghe). Il composto più abbondante è di norma il cloroformio.
Effetti sulla salute
- Potenziale cancerogeno: studi su animali mostrano induzione di tumori (es. fegato e rene per il cloroformio); studi epidemiologici hanno indagato un possibile aumento del rischio di tumore della vescica associato all'esposizione prolungata ai THM, con evidenza nell'uomo considerata limitata (IARC, WHO).
- A esposizioni elevate, effetti su fegato, rene e sistema nervoso centrale, indicati come possibili in caso di superamento prolungato dei limiti (US EPA).
- Esiti riproduttivi e dello sviluppo: alcune indagini epidemiologiche hanno esaminato possibili associazioni con esiti avversi della gravidanza (es. basso peso alla nascita), ma le evidenze sono ritenute non conclusive (WHO).
- I valori guida OMS per i singoli composti sono fissati su base tossicologica (rischio cancerogeno in eccesso e dose giornaliera tollerabile) con ampi margini di sicurezza; l'OMS sottolinea che il controllo dei THM non deve mai compromettere l'efficacia della disinfezione.
Limite di legge nell'acqua potabile
Acqua destinata al consumo umano (Italia, D.Lgs. 18/2023, recepimento Dir. UE 2020/2184): trialometani totali 30 µg/L (somma dei quattro composti), valore piu' restrittivo rispetto al limite UE di 100 µg/L. A confronto, l'US EPA fissa un MCL per i TTHM pari a 80 µg/L (media annua) e l'OMS indica valori guida per i singoli composti (cloroformio 300 µg/L, bromodiclorometano 60 µg/L, dibromoclorometano e bromoformio 100 µg/L).
Come si analizza Trialometani
L'unico modo per sapere se Trialometaniè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.
Come ridurre l'esposizione
Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Trialometani. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.
- I sottoprodotti della disinfezione restano comunque preferibili al rischio microbiologico di un'acqua non disinfettata: la disinfezione è una garanzia di sicurezza dell'acqua potabile.
- Dove rilevante, un sistema di filtrazione idoneo (per esempio a carboni attivi), installato e mantenuto correttamente, può contribuire a ridurre alcuni sottoprodotti; va scelto in base al caso specifico e sottoposto a manutenzione regolare, senza aspettarsi una rimozione garantita.
- La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
- Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.
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Domande frequenti su Trialometani
- Che cosa sono i trialometani e come si formano?
- I trialometani sono un gruppo di quattro sottoprodotti della disinfezione (cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano e bromoformio) che si formano quando i disinfettanti, soprattutto il cloro, reagiscono con la materia organica naturale presente nell'acqua grezza. (fonte)
- Quali sono i limiti per i trialometani nell'acqua potabile?
- La normativa europea e italiana (D.Lgs. 18/2023) fissa per i trialometani totali un valore di parametro di 30 µg/L; negli Stati Uniti l'EPA adotta un limite di 80 µg/L come media annuale. (fonte)
- La disinfezione dell'acqua va comunque mantenuta nonostante i trialometani?
- Sì: l'OMS sottolinea che i rischi per la salute legati ai sottoprodotti della disinfezione sono estremamente piccoli rispetto ai rischi di un'inadeguata disinfezione, e che la disinfezione non deve mai essere compromessa nel tentativo di controllare i trialometani. (fonte)
Fonti
- WHO - Trihalomethanes in Drinking-water (Background document, Guidelines for Drinking-water Quality)
- IARC Monographs - Chloroform (Gruppo 2B, vol. 73)
- US EPA - Stage 1 and Stage 2 Disinfectants and Disinfection Byproducts Rules
- Ministero della Salute - I parametri di qualita' delle acque (D.Lgs. 18/2023)
Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).