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IARC: PFOA: Gruppo 1 - cancerogeno per l'uomo (IARC Monographs Vol. 135

PFASnell'acqua: effetti sulla salute

I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono composti di sintesi molto persistenti che possono contaminare l'acqua potabile; gli enti di salute associano l'esposizione prolungata ad alcuni effetti, soprattutto sui livelli di colesterolo e sulla risposta immunitaria.

Come arriva nell'acqua

I PFAS arrivano nell'acqua potabile soprattutto da scarichi industriali, schiume antincendio, discariche e impianti di depurazione: essendo composti molto persistenti e mobili, percolano nel suolo e raggiungono le falde sotterranee usate come fonte di acqua potabile. La loro estrema resistenza alla degradazione fa sì che permangano nell'ambiente e nelle acque per decenni.

Effetti sulla salute

  • Aumento dei livelli di colesterolo nel sangue (PFOA, PFOS, PFNA, PFDA) - associazione riportata da ATSDR/EFSA
  • Ridotta risposta anticorpale ad alcune vaccinazioni; EFSA considera l'effetto sul sistema immunitario il piu critico per la valutazione del rischio
  • Lievi alterazioni di enzimi epatici (PFOA, PFOS, PFHxS)
  • Piccola riduzione del peso alla nascita e ipertensione/preeclampsia in gravidanza (associazioni osservate negli studi epidemiologici)
  • Evidenza limitata nell'uomo di carcinoma renale e tumore del testicolo (valutazione IARC)
Classificazione IARC: PFOA: Gruppo 1 - cancerogeno per l'uomo (IARC Monographs Vol. 135, valutazione 2023); PFOS: Gruppo 2B - possibilmente cancerogeno per l'uomo (2023).

Limite di legge nell'acqua potabile

Acqua potabile UE: 100 ng/L per la somma di 20 PFAS (Direttiva UE 2020/2184, recepita in Italia con D.Lgs. 18/2023, applicazione dal 12 gennaio 2026). L'Italia ha introdotto soglie aggiuntive piu severe, tra cui 20 ng/L per la somma di PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS (la cui entrata in vigore e stata oggetto di proroga).

Come si analizza PFAS

L'unico modo per sapere se PFASè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a PFAS. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere un preventivo oppure contattarci.

Domande frequenti su PFAS

Quali limiti per i PFAS prevede la normativa europea e italiana sull'acqua potabile?
La direttiva (UE) 2020/2184, recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023, fissa due parametri: la 'Somma di PFAS' (20 sostanze ritenute più rilevanti) con limite di 0,10 µg/L (100 ng/L) e il parametro 'PFAS totali' con limite di 0,50 µg/L. (fonte)
Perché i PFAS preoccupano per la salute?
L'EFSA, nel parere scientifico del 2020, ha stabilito una dose settimanale tollerabile di gruppo di 4,4 ng per kg di peso corporeo per quattro PFAS (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS), individuando come effetto critico la ridotta risposta del sistema immunitario alla vaccinazione, e ha rilevato che parte della popolazione europea supera tale soglia. (fonte)
Perché i PFAS sono difficili da eliminare dall'ambiente e dall'acqua?
I PFAS sono detti 'sostanze chimiche eterne' perché molto persistenti e non facilmente degradabili dalla luce solare o da altri processi naturali; nella zona insatura del suolo possono continuare a rilasciarsi nelle falde sotterranee per decenni, rappresentando un problema di sanità pubblica a lungo termine. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).