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IARC: IARC Gruppo 1

Tricloroetilenenell'acqua: effetti sulla salute

Il tricloroetilene (TCE) è un solvente clorurato industriale che può contaminare le acque sotterranee a causa di scarichi, smaltimenti e siti contaminati. È classificato dalla IARC come cancerogeno certo per l'uomo (Gruppo 1), con evidenze sufficienti per il cancro del rene. Nell'acqua potabile è regolato insieme al tetracloroetilene con un limite per la somma delle concentrazioni di 10 µg/L.

Come arriva nell'acqua

Il tricloroetilene entra nell'acqua potabile soprattutto per contaminazione delle acque sotterranee da siti industriali, sversamenti e smaltimenti impropri di solventi; essendo volatile e mobile nel terreno, può raggiungere le falde captate.

Effetti sulla salute

  • Cancerogeno certo per l'uomo, con evidenze sufficienti per il tumore del rene (IARC Gruppo 1)
  • Tossicità renale non tumorale, con alterazioni di proteine urinarie indicative di danno tubulare nei lavoratori esposti (ATSDR)
  • Effetti epatici, con possibile danno al fegato in caso di esposizione a livelli elevati (ATSDR)
  • Effetti sul sistema immunitario osservati in studi sperimentali (ATSDR)
  • Associazione positiva segnalata con linfoma non-Hodgkin e tumore del fegato nell'uomo (IARC Gruppo 1)
Classificazione IARC: IARC Gruppo 1 — cancerogeno per l'uomo (Monografia Vol. 106, 2014), sulla base di evidenze epidemiologiche sufficienti per il cancro del rene.

Limite di legge nell'acqua potabile

Valore di parametro 10 µg/L espresso come somma delle concentrazioni di tricloroetilene e tetracloroetilene, secondo il D.Lgs. 18/2023 (recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184).

Come si analizza Tricloroetilene

L'unico modo per sapere se Tricloroetileneè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Tricloroetilene. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Quando un trattamento è giustificato dai risultati delle analisi, un sistema di filtrazione idoneo, scelto in base al contaminante e correttamente mantenuto, può ridurre l'esposizione; la scelta va calibrata sul caso specifico, senza promesse di rimozione totale.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere un preventivo oppure contattarci.

Domande frequenti su Tricloroetilene

Il tricloroetilene è cancerogeno?
Sì, la IARC lo classifica nel Gruppo 1 (cancerogeno certo per l'uomo), con evidenze sufficienti per il tumore del rene. (fonte)
Qual è il limite nell'acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di 10 µg/L per la somma delle concentrazioni di tricloroetilene e tetracloroetilene. (fonte)
Come arriva il tricloroetilene nell'acqua?
Principalmente per contaminazione delle falde sotterranee da attività industriali, sversamenti e smaltimenti impropri di solventi clorurati. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).