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IARC: I composti del nichel sono classificati nel Gruppo 1 (cancerogeni per l'uomo); il nichel metallico è classificato nel Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo). Valutazione IARC

Nichelnell'acqua: effetti sulla salute

Il nichel è un metallo diffuso in natura e presente in tracce nell'acqua potabile (tipicamente 1-10 µg/L), dove può derivare da rilascio naturale o da componenti delle reti e dei rubinetti. Alle concentrazioni normalmente riscontrate l'effetto sanitario di maggiore rilievo è la possibilità di scatenare reazioni cutanee nei soggetti già sensibilizzati al nichel, mentre il principale rischio cancerogeno è associato all'inalazione in ambito professionale, non all'ingestione tramite acqua.

Come arriva nell'acqua

Il nichel può arrivare nell'acqua potabile sia da fonti naturali o industriali presenti nelle falde, sia per cessione dai materiali dell'impianto idrico: rubinetterie cromate, raccordi e leghe (acciaio inox) a contatto con l'acqua. La prima acqua erogata dopo lunga stagnazione nelle tubature può contenerne quantità più elevate.

Effetti sulla salute

  • Dermatite allergica da contatto sistemica (flare-up): nei soggetti già sensibilizzati al nichel, l'ingestione può scatenare riacutizzazioni eczematose della pelle. EFSA individua questo come effetto critico per l'esposizione orale acuta; l'esposizione orale di per sé non è considerata in grado di indurre una nuova sensibilizzazione, che avviene per via cutanea (EFSA 2020; OMS 2021).
  • Effetti gastrointestinali a dosi elevate: l'ingestione di quantità molto alte (ben superiori a quelle ottenibili dall'acqua potabile a norma) può causare disturbi quali dolori addominali/di stomaco, nausea e vomito, come documentato in casi di esposizione accidentale/occupazionale ad acqua fortemente contaminata (ATSDR).
  • Effetti sulla riproduzione/sviluppo nei modelli animali: aumento delle perdite post-impianto nei ratti, individuato da EFSA come effetto critico per l'esposizione orale cronica e usato come riferimento per la dose giornaliera tollerabile (EFSA 2020).
  • Cancerogenicità prevalentemente per via inalatoria e occupazionale: l'evidenza di cancro (in particolare polmonare e delle vie nasali) riguarda l'esposizione professionale per inalazione a composti del nichel; non vi è evidenza adeguata di un rischio cancerogeno per l'uomo dall'ingestione di nichel tramite acqua potabile (IARC; ATSDR).
  • Assorbimento e biodisponibilità: il nichel assunto con l'acqua a stomaco vuoto è assorbito in misura maggiore (circa 27%) rispetto a quando è assunto con il cibo (circa 1%), il che rende l'acqua a digiuno una via di esposizione potenzialmente più rilevante per i soggetti sensibilizzati (ATSDR).
Classificazione IARC: I composti del nichel sono classificati nel Gruppo 1 (cancerogeni per l'uomo); il nichel metallico è classificato nel Gruppo 2B (possibilmente cancerogeno per l'uomo). Valutazione IARC, Monografie Vol. 100C (2012). La valutazione si basa principalmente su evidenze relative all'esposizione per inalazione in ambito occupazionale.

Limite di legge nell'acqua potabile

In Italia/UE il valore di parametro per il nichel nell'acqua destinata al consumo umano è 20 µg/L (D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, di recepimento della Direttiva UE 2020/2184), valore confermato rispetto alla precedente normativa.

Come si analizza Nichel

L'unico modo per sapere se Nichelè presente nell'acqua di casa tua — e in quale concentrazione — è un'analisi di laboratorio su un campione prelevato al punto d'uso.

Come ridurre l'esposizione

Alcune buone pratiche generali possono aiutare a contenere l'esposizione a Nichel. Sono indicazioni prudenti e di carattere divulgativo: il punto di partenza resta sempre conoscere la concentrazione reale nella propria acqua tramite un'analisi.

  • Dopo lunghe stagnazioni (al mattino o al rientro da un'assenza) lascia scorrere l'acqua fredda per qualche secondo o minuto, finché diventa più fresca, prima di usarla per bere o cucinare.
  • Per bere, cucinare e preparare alimenti — in particolare il latte in formula per i lattanti — usa solo acqua fredda: l'acqua calda del rubinetto tende a sciogliere più facilmente i metalli ceduti dall'impianto.
  • Se l'impianto domestico è datato e sospetti tubazioni, saldature o raccordi che possono cedere metalli, può essere opportuno far valutare ed eventualmente sostituire i componenti a contatto con l'acqua.
  • La bollitura non rimuove i contaminanti chimici e i metalli e, facendo evaporare l'acqua, può anzi concentrarli: è utile contro i microrganismi, non contro le sostanze disciolte.
  • Verifica i dati pubblicati dal tuo ente gestore (etichetta dell'acqua o report di qualità) e, in caso di dubbio, fai analizzare un campione prelevato al tuo rubinetto.

Per misure pensate per le fasce più sensibili vedi acqua, bambini e gravidanza. Per far analizzare la tua acqua puoi richiedere l'analisi di Nichel oppure contattarci.

Domande frequenti su Nichel

Qual è il limite del nichel nell'acqua potabile?
In Europa e in Italia la presenza di nichel nell'acqua destinata al consumo umano non deve superare i 20 µg/L. (fonte)
Come arriva il nichel nell'acqua del rubinetto?
Oltre a fonti naturali o industriali presenti in falda, livelli più elevati di nichel possono derivare dal rilascio da rubinetti e strutture cromate; la prima acqua che esce dal rubinetto dopo una notte di stagnazione può contenerne quantità notevolmente più alte. (fonte)
Quali effetti sulla salute può avere il nichel?
L'effetto più comune è la dermatite allergica da contatto nei soggetti già sensibilizzati; nelle persone allergiche al nichel l'esposizione può scatenare una reazione con arrossamento, prurito e piccole vescicole. Nel 2020 l'EFSA ha fissato una dose giornaliera tollerabile di 13 µg per kg di peso corporeo. (fonte)

Fonti

Avvertenza. Questo contenuto ha carattere informativo e divulgativo e non sostituisce un parere mediconé le indicazioni delle autorità sanitarie. La semplice presenza di una sostanza non implica automaticamente un rischio: contano la concentrazione e l'esposizione nel tempo. Per i valori vigenti fai sempre riferimento alle fonti ufficiali (ISS, Ministero della Salute, EFSA, OMS, US EPA).