Cosa significano effettivamente i risultati dei test HPC?
La conta delle colonie a temperatura ambiente, nota in ambito tecnico come HPC (Heterotrophic Plate Count), è uno dei parametri più comuni nelle analisi dell’acqua. Spesso però viene fraintesa: un valore alto non significa automaticamente acqua pericolosa. In questa guida spieghiamo cosa misura davvero l’HPC e come interpretarne i risultati.
Cos’è l’HPC e cosa misura
L’HPC è una stima del numero complessivo di batteri eterotrofi presenti in un campione d’acqua, cioè batteri che si nutrono di sostanze organiche. Il risultato si esprime in unità formanti colonia per millilitro (UFC/ml). In laboratorio una parte del campione viene posta su un terreno di coltura e incubata: le colonie che si sviluppano vengono contate.
Va chiarito subito un punto: i batteri eterotrofi sono onnipresenti nell’ambiente e la grande maggioranza è innocua. Quasi tutti i batteri patogeni sono eterotrofi, ma non vale il contrario: non tutti gli eterotrofi sono patogeni. L’HPC misura quindi una presenza batterica generica, non la presenza di microrganismi pericolosi.
L’HPC è un indicatore di rischio?
Non direttamente. A differenza di Escherichia coli e dei coliformi totali, che indicano una possibile contaminazione fecale, l’HPC non ha una correlazione diretta con la presenza di patogeni. Per questo motivo la conta delle colonie viene letta soprattutto come indicatore di “stato di salute” dell’impianto, più che come allarme sanitario.
Cosa indica un valore alto o in aumento
Il dato più significativo non è il valore assoluto, ma la sua variazione nel tempo. Ogni rete idrica ha una sua linea di base. Un aumento improvviso dell’HPC può segnalare:
- ristagno dell’acqua in tratti poco utilizzati;
- formazione di biofilm nelle tubazioni o nei serbatoi;
- calo del cloro residuo o disinfezione inefficace;
- sbalzi di temperatura, ad esempio nei mesi caldi;
- problemi nel sistema di accumulo o di distribuzione.
Per questo l’HPC è particolarmente utile nei controlli periodici di impianti complessi, come quelli condominiali o delle attività con serbatoi e reti interne.
I limiti normativi
Per le acque destinate al consumo umano in Italia, il D.Lgs. 18/2023 tratta la conta delle colonie come parametro indicatore, generalmente con il criterio del “senza variazioni anomale” rispetto alla situazione abituale, anziché con una soglia rigida. L’obiettivo è proprio cogliere i cambiamenti rispetto alla normalità della specifica rete.
Quando preoccuparsi
In genere anche valori di HPC elevati non rappresentano un pericolo immediato per una persona sana. Va però prestata attenzione:
- ai cambiamenti bruschi rispetto ai valori abituali;
- alla presenza contemporanea di indicatori fecali (E. coli, coliformi, enterococchi);
- ai soggetti più fragili, come persone immunocompromesse.
Se noti alterazioni di odore, sapore o aspetto dell’acqua, o se l’HPC cresce in modo anomalo, conviene approfondire con un esame batteriologico completo per capire se ci sono indicatori realmente significativi.
Richiedi un’analisi microbiologica
Il nostro laboratorio inserisce l’HPC in un quadro microbiologico completo, leggendolo insieme agli indicatori fecali per darti un’interpretazione corretta e non allarmistica. Se vuoi controllare la qualità della tua acqua, contattaci per un preventivo e ti aiuteremo a scegliere le analisi più adatte.
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