Clorazione dell’acqua: gli impatti visibili
Il cloro è il disinfettante più diffuso, utilizzato sia dagli impianti di trattamento dell'acqua potabile sia da chi gestisce un pozzo privato. L'acqua del rubinetto clorata sfrutta basse concentrazioni di cloro per prevenire le malattie trasmesse dall'acqua lungo tutto il percorso fino al rubinetto. La maggior parte delle persone non ne percepisce gli effetti, ma alcune sono sensibili anche a livelli ridotti: capelli e pelle sono spesso il primo segnale.
In che modo il cloro influisce su pelle e capelli?
Al di là dei suoi innegabili benefici, l'esposizione regolare al cloro può seccare la pelle e i capelli. Così come è importante mettere acqua sicura dentro il corpo, lo è anche quella che mettiamo sul corpo.
Durante la doccia l'assorbimento di cloro può essere maggiore rispetto all'acqua bevuta: il calore apre i pori e i follicoli, e il cloro insieme ai suoi sottoprodotti viene assorbito attraverso la pelle e in parte inalato. Il risultato è la rimozione degli oli naturali che proteggono cute e capelli dalla secchezza eccessiva.
I segnali più comuni di un'esposizione costante all'acqua clorata sono:
- Capelli secchi e fragili: il cloro interferisce con l'idratazione naturale del cuoio capelluto.
- Colore meno duraturo: sui capelli tinti il cloro può accelerare lo sbiadimento.
- Forfora e desquamazione: la maggiore secchezza del cuoio capelluto può aumentarne la presenza.
- Maggiore caduta: capelli più secchi e fragili tendono a spezzarsi più facilmente.
Si tratta di effetti estetici e di comfort, non di un rischio sanitario diretto, ma che possono comunque essere fastidiosi.
Come ridurre l’impatto del cloro
Oltre a docce più brevi e a temperature dell'acqua più basse, che hanno anche il vantaggio di risparmiare acqua ed energia, la soluzione più efficace è la filtrazione.
I filtri doccia
I filtri doccia sono un'opzione diffusa, ma vanno valutati con realismo: le alte temperature e le portate elevate riducono spesso l'efficacia di filtrazione a livelli modesti. Alcune tecnologie, come quelle a flusso di degradazione cinetica (KDF) o a vitamina C, possono ridurre parzialmente il cloro, ma il piccolo volume di contatto e le alte portate limitano i risultati.
I sistemi al punto d’ingresso
Per chi può intervenire sull'impianto, l'approccio più efficace è un sistema al punto d'ingresso dell'abitazione, basato su carbone attivo, che riduce il cloro su tutti i rubinetti e le docce di casa. È una soluzione più completa ma anche più costosa, e non sempre praticabile, ad esempio in appartamento o senza il consenso del proprietario.
Conviene prima analizzare l’acqua
Prima di scegliere un trattamento è utile sapere quanto cloro e quali sottoprodotti sono effettivamente presenti. A differenza di contaminanti come piombo o arsenico, il cloro e i suoi sottoprodotti di disinfezione vengono assorbiti facilmente attraverso la pelle. Un'analisi consente di dimensionare correttamente la soluzione, soprattutto se ti rifornisci da un pozzo che cloruri autonomamente.
Richiedi un’analisi dell’acqua
Se noti effetti sulla pelle o sui capelli e vuoi verificare il contenuto di cloro e dei suoi sottoprodotti, contattaci per un preventivo: ti indicheremo i parametri da analizzare e le soluzioni di trattamento più indicate. Per approfondire la disinfezione puoi leggere anche la nostra guida su cloro e cloramina.
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