Acqua che causa mal di pancia o diarrea: il rischio microbiologico
Mal di pancia, diarrea, nausea o crampi che ritornano senza una causa alimentare evidente possono far sospettare l'acqua di casa. Quando questi disturbi colpiscono più persone nella stessa abitazione, o peggiorano dopo aver bevuto, è bene prenderli sul serio: l'acqua contaminata da microrganismi è una delle cause più frequenti di disturbi gastrointestinali. Vediamo da cosa può dipendere e come comportarsi.
La contaminazione fecale: la causa più seria
Causa: presenza di batteri di origine fecale. Il rischio microbiologico più importante è la contaminazione da feci umane o animali. In questi casi nell'acqua possono comparire batteri come l'Escherichia coli e i coliformi totali, che sono indicatori di una contaminazione recente o in corso.
L'Escherichia coli, in particolare, non dovrebbe mai essere presente nell'acqua destinata al consumo umano: la sua individuazione segnala un contatto diretto con materiale fecale e quindi un rischio concreto di infezioni intestinali.
Cosa fare: in presenza di disturbi ricorrenti, far analizzare l'acqua per i parametri microbiologici è prioritario. Nel frattempo è prudente non bere l'acqua e non usarla per cucinare.
Nitrati: un segnale di inquinamento
Causa: infiltrazioni da agricoltura o scarichi. Un'alta concentrazione di nitrati indica spesso un inquinamento da fertilizzanti, liquami zootecnici o scarichi fognari mal funzionanti. Gli stessi percorsi che portano nitrati nell'acqua possono veicolare anche microrganismi patogeni.
I nitrati sono particolarmente pericolosi per i neonati, perché possono compromettere il trasporto dell'ossigeno nel sangue. Per questo l'acqua con nitrati elevati non va usata per preparare il latte artificiale.
Il pozzo non protetto
Causa: pozzo vulnerabile a infiltrazioni. Chi attinge da un pozzo privato è più esposto al rischio microbiologico rispetto a chi è servito dall'acquedotto. Un pozzo con testa non sigillata, vicino a fosse settiche, stalle o terreni coltivati, può ricevere infiltrazioni di acque superficiali contaminate, soprattutto dopo piogge intense.
Cosa fare: se hai un pozzo e compaiono disturbi intestinali, è fondamentale eseguire un'analisi microbiologica con un kit per il controllo dell'acqua di pozzo. Verifica anche lo stato del pozzo e la distanza da possibili fonti di inquinamento.
La rottura della rete idrica
Causa: ingresso di contaminanti nelle tubature. Anche chi è servito dall'acquedotto può essere esposto a rischi temporanei. Una rottura della condotta, lavori sulla rete o un calo di pressione possono far entrare contaminanti nelle tubature. In questi casi l'acqua può apparire torbida o avere odori anomali.
Cosa fare: se noti acqua sporca dopo lavori in zona o disturbi diffusi nel vicinato, contatta il gestore e, nel dubbio, evita di bere l'acqua del rubinetto finché la situazione non è chiarita.
Quando NON bere e analizzare con urgenza
Alcuni segnali richiedono un intervento immediato. Sospendi il consumo dell'acqua e fai analizzare con urgenza se:
- più persone in casa hanno disturbi intestinali contemporaneamente;
- i sintomi peggiorano dopo aver bevuto l'acqua del rubinetto;
- l'acqua è torbida, ha colore o odore insoliti;
- hai un pozzo e ci sono state piogge intense o allagamenti recenti;
- ci sono in casa neonati, anziani o persone con difese immunitarie ridotte.
In attesa dei risultati, far bollire l'acqua per qualche minuto riduce il rischio microbiologico, ma non elimina nitrati o contaminanti chimici.
Quando analizzare l'acqua
Un'analisi di laboratorio è l'unico modo per confermare o escludere una contaminazione microbiologica: i batteri non si vedono e non sempre alterano sapore o odore. Per chi ha un pozzo, un controllo periodico almeno annuale è una buona pratica di prevenzione; per chi è servito dalla rete, l'analisi è consigliata quando compaiono disturbi o anomalie.
Hai il sospetto che la tua acqua causi disturbi intestinali? Contattaci per un preventivo: definiremo insieme i parametri microbiologici da controllare e ti forniremo un referto chiaro con indicazioni pratiche.
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