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Legionella in ospedali e strutture sanitarie: obblighi e soglie

Negli ospedali e nelle strutture sanitarie il rischio Legionella è più alto e va gestito con criteri più severi che altrove: i pazienti ricoverati sono spesso immunodepressi, anziani o sottoposti a terapie che aumentano la suscettibilità alla legionellosi. Per questo le Linee guida nazionali 2015 dedicano alle strutture sanitarie soglie d'azione abbassate, una sorveglianza dedicata e un piano di autocontrollo documentato. Vediamo cosa devono fare il gestore e la direzione sanitaria.

Perché il rischio è maggiore in ambito sanitario

La legionellosi nosocomiale (acquisita in ospedale) ha una letalità molto più elevata della forma comunitaria, perché colpisce persone già fragili. Gli impianti idrici sanitari sono inoltre estesi e complessi, con lunghi tratti di tubazione, rami morti, serbatoi e terminali poco utilizzati: condizioni che favoriscono ristagni e biofilm. A questo si aggiungono dispositivi a rischio come docce, nebulizzatori, apparecchiature per terapia respiratoria e umidificatori.

Reparti e pazienti più esposti

  • Reparti di trapianto, ematologia e oncologia (pazienti immunodepressi).
  • Terapia intensiva e rianimazione, con supporto respiratorio.
  • Reparti con pazienti trapiantati di organo solido o midollo osseo.
  • Pneumologia, nefrologia/dialisi e neonatologia.

Soglie d'azione più severe

Nelle strutture sanitarie le Linee guida 2015 indicano l'obiettivo dell'assenza di Legionella negli impianti che servono i reparti ad alto rischio: in pratica si interviene a concentrazioni più basse rispetto agli altri contesti, e per i pazienti più fragili si tende all'azzeramento del rischio. La tabella seguente riepiloga l'approccio per le aree sanitarie.

Approccio nelle strutture sanitarie (Linee guida 2015), UFC/L

Concentrazione (UFC/L)Aree a rischio standardReparti ad alto rischio
< 100Mantenere monitoraggioMantenere monitoraggio e vigilanza
100 – 1.000Verifica delle cause e interventiBonifica e nuovo campionamento
1.000 – 10.000Bonifica e ricampionamentoBonifica immediata, riduzione esposizione
> 10.000Bonifica immediataBonifica urgente e misure straordinarie

Riferimento normativo — Le Linee guida nazionali 2015 per la prevenzione e il controllo della legionellosi dedicano un capitolo alle strutture sanitarie, con soglie d'azione abbassate e l'obiettivo dell'assenza di Legionella per i pazienti ad alto rischio. Negli ambienti di lavoro l'obbligo si integra con il D.Lgs. 81/2008, Titolo X (agenti biologici).

Sorveglianza clinica e ambientale

Le strutture sanitarie devono integrare la sorveglianza ambientale (campionamenti periodici dell'acqua) con la sorveglianza clinica dei casi: ogni caso di polmonite nosocomiale va indagato per escludere o confermare l'origine da Legionella, tramite test su urine e materiale respiratorio. Un singolo caso confermato di legionellosi nosocomiale richiede un'indagine ambientale immediata e la ricerca della fonte.

Piano di autocontrollo e registrazioni

Il gestore, di concerto con la direzione sanitaria, redige la valutazione del rischio Legionella e un piano di autocontrollo con punti di prelievo, frequenze, misure di prevenzione (gestione delle temperature, eliminazione dei ristagni, manutenzione dei terminali) e procedure di bonifica. Tutte le attività vanno registrate e conservate, perché costituiscono la prova dell'adempimento in caso di controllo o contenzioso.

Frequenza dei controlli

Nei reparti ad alto rischio i campionamenti sono ravvicinati (in genere semestrali o più frequenti, secondo la valutazione del rischio), mentre nelle altre aree può bastare un monitoraggio annuale. I controlli vanno intensificati dopo interventi sull'impianto, lunghi periodi di inattività di un reparto e ogni volta che emerga un caso sospetto di legionellosi.

In ambito sanitario il riscontro di Legionella nei punti che servono reparti ad alto rischio impone un intervento immediato: temperature inadeguate, ristagni e biofilm sono le cause più frequenti e vanno corrette con la bonifica.

Domande frequenti

Perché in ospedale le soglie Legionella sono più severe?

Perché i pazienti sono spesso immunodepressi e fragili: la legionellosi nosocomiale ha una letalità elevata, quindi nei reparti ad alto rischio le Linee guida 2015 puntano all'assenza di Legionella e all'intervento a concentrazioni più basse.

Cos'è la legionellosi nosocomiale?

È la legionellosi acquisita durante un ricovero ospedaliero. Un singolo caso confermato richiede un'indagine ambientale immediata per individuare la fonte negli impianti idrici.

Quali reparti sono più a rischio Legionella?

I reparti con pazienti immunodepressi: trapianti, ematologia, oncologia, terapia intensiva, dialisi e neonatologia, oltre alle aree con supporto respiratorio e nebulizzazioni.

Ogni quanto si campiona la Legionella in ospedale?

La frequenza la stabilisce la valutazione del rischio: nei reparti ad alto rischio i controlli sono ravvicinati (spesso semestrali o più), nelle altre aree almeno annuali, da intensificare dopo interventi o casi sospetti.

Chi è responsabile del controllo Legionella in una struttura sanitaria?

Il gestore della struttura insieme alla direzione sanitaria, che redigono la valutazione del rischio, il piano di autocontrollo e ne conservano le registrazioni; negli ambienti di lavoro vale anche il D.Lgs. 81/2008, Titolo X.

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