Nanofiltrazione
La nanofiltrazione (NF) è una tecnologia di trattamento a membrana che si colloca per finezza tra l'ultrafiltrazione e l'osmosi inversa. Rappresenta spesso un buon compromesso: riduce molti contaminanti e ammorbidisce parzialmente l'acqua, senza demineralizzarla in modo così spinto come l'osmosi inversa.
Come funziona
Nella nanofiltrazione l'acqua viene spinta sotto pressione attraverso una membrana semipermeabile con pori estremamente piccoli, intermedi tra quelli dell'ultrafiltrazione e quelli dell'osmosi inversa. I pori lasciano passare l'acqua e gli ioni monovalenti più piccoli, ma trattengono buona parte degli ioni bivalenti (come calcio e magnesio responsabili della durezza) e le molecole organiche più grandi. La dimensione dei pori, dal più grande al più piccolo, segue questo ordine: microfiltrazione > ultrafiltrazione > nanofiltrazione > osmosi inversa.
Potenziali riduzioni
La nanofiltrazione riduce efficacemente la durezza dell'acqua (calcio e magnesio), molti pesticidi e sostanze organiche, i sottoprodotti della disinfezione e una parte significativa dei sali disciolti. È meno aggressiva dell'osmosi inversa, quindi lascia nell'acqua una quota maggiore di minerali. Per la disinfezione microbiologica completa o per contaminanti disciolti specifici come l'arsenico, può essere necessario abbinarla ad altri trattamenti o ricorrere all'osmosi inversa.
Quando è consigliata
È indicata quando si vuole ridurre la durezza e migliorare la qualità complessiva dell'acqua senza eliminare del tutto i minerali. Prima di sceglierla è utile conoscere il quadro dell'acqua di partenza: un'analisi chimica e la misura della conducibilità elettrica aiutano a capire quanto è "carica" l'acqua e quale membrana scegliere.
Nanofiltrazione, ultrafiltrazione e osmosi inversa a confronto
Capire dove si colloca la nanofiltrazione rispetto alle altre membrane aiuta a scegliere il trattamento giusto:
- L'ultrafiltrazione ha pori più larghi: trattiene microrganismi, torbidità e molecole di grandi dimensioni, ma lascia passare quasi tutti i sali disciolti e la durezza.
- La nanofiltrazione trattiene buona parte degli ioni bivalenti (calcio, magnesio, solfati) e molte molecole organiche, riducendo durezza e diversi contaminanti senza demineralizzare in modo spinto.
- L'osmosi inversa ha i pori più piccoli e trattiene praticamente tutto, compresi i sali monovalenti: è la più efficace ma anche la più drastica, con maggiore consumo d'acqua di scarto.
In molti casi domestici la nanofiltrazione è un compromesso interessante quando l'obiettivo principale è ridurre la durezza e migliorare la qualità dell'acqua, mantenendo però una parte dei minerali utili.
Buono a sapersi
Sia il pre sia il post-trattamento sono solitamente necessari per i sistemi di nanofiltrazione. La membrana è sensibile e può essere danneggiata dal cloro e dalle incrostazioni, oppure sporcata da solidi eccessivi e crescita batterica: per questo a monte si installa spesso un filtro a carbone attivo che protegge la membrana dal cloro libero. L'acqua in uscita risulta in parte demineralizzata e può avere un sapore più "piatto" o risultare leggermente corrosiva per gli impianti: un eventuale post-trattamento di rimineralizzazione riequilibra durezza e pH.
La resa di una membrana dipende molto dalla qualità dell'acqua di partenza: acque molto dure o con elevata conducibilità elettrica richiedono membrane e pressioni diverse e una manutenzione più frequente. Conoscere questi valori in anticipo evita di sovradimensionare l'impianto o di scegliere una tecnologia inadatta.
Limiti da tenere presenti
La nanofiltrazione non sostituisce una disinfezione completa: per garantire la sicurezza microbiologica può essere necessario abbinarla a sistemi dedicati. Allo stesso modo, per alcuni contaminanti disciolti specifici come l'arsenico o per ridurre al massimo i sali totali, l'osmosi inversa resta più indicata. La scelta corretta nasce sempre dal confronto tra le esigenze d'uso e i risultati dell'analisi dell'acqua.
Luoghi di installazione
In genere installato nel punto di utilizzo, ad esempio sotto il lavello della cucina, con eventuale serbatoio di accumulo per l'acqua trattata.
Verifica i risultati con un'analisi
Per dimensionare correttamente un impianto di nanofiltrazione e verificarne l'efficacia conviene confrontare i parametri dell'acqua prima e dopo il trattamento. Puoi partire da un kit per l'acqua destinata al consumo umano, approfondire la guida sulla filtrazione e il trattamento dell'acqua o consultare la guida sui contaminanti. Contattaci per un preventivo: ti indicheremo le analisi più adatte alla tua acqua.
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