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Analisi123

Chimica generale dell'acqua

I concetti di base della chimica dell'acqua, utili per interpretare un referto: parametri indicatori, durezza, pH ed equilibri che determinano la qualità dell'acqua.

Intorno alla qualità dell'acqua potabile ruotano molti termini tecnici, ma questo non deve impedirti di capire la chimica fondamentale dell'acqua che bevi. In questa guida vediamo in modo chiaro quattro proprietà di base: durezza, solidi disciolti totali (TDS), pH e alcalinità. Per ognuna spieghiamo cos'è, perché è importante, quali intervalli sono accettabili e cosa fare quando i valori non sono ottimali.

Perché la durezza dell’acqua è importante?

Cos’è l’acqua dura?

L'acqua è classificata come "dura" quando contiene livelli elevati di minerali disciolti caricati positivamente, in particolare calcio e magnesio. L'acqua che ne è povera è invece detta "dolce". La durezza non è un pericolo per la salute, ma può essere un fastidio per tubature, rubinetti ed elettrodomestici.

Spesso si sente parlare di durezza insieme all'addolcitore: si tratta di un dispositivo di trattamento che rimuove i minerali duri, in genere sostituendoli con elementi meno problematici. L'acqua addolcita ha un sapore diverso e lascia meno residui.

Perché preoccuparsi della durezza?

L'acqua dura tende a lasciare depositi minerali su tutto ciò che tocca. Può quindi:

  1. Ostruire i tubi attraverso le incrostazioni di calcare.
  2. Lasciare aloni su lavandini, sanitari e vetri.
  3. Ridurre la resa del sapone, che fatica a fare schiuma.
  4. Danneggiare gli apparecchi a contatto con l'acqua, come scaldabagni, lavastoviglie e caldaie.

Una piccola quantità di durezza, però, è utile: calcio e magnesio formano un sottile rivestimento protettivo all'interno dei tubi e riducono la corrosione e la conseguente cessione di metalli all'acqua.

Come si misura la durezza?

Per confrontare in modo omogeneo i diversi ioni che la compongono, la durezza si esprime di solito come concentrazione di carbonato di calcio (CaCO₃). Le unità più comuni sono:

  1. Parti per milione (PPM) di CaCO₃
  2. Milligrammi per litro (mg/L) di CaCO₃
  3. Gradi francesi (°F), molto usati in Italia

Alcune conversioni utili: 1 mg/L di CaCO₃ = 1 PPM di CaCO₃, mentre 1 grado francese corrisponde a 10 mg/L di CaCO₃. Puoi trovare il valore della tua acqua in un'analisi chimica o consultare la scheda del parametro durezza.

Cosa fare per la durezza dell’acqua?

Se vuoi ridurre la durezza, le opzioni principali sono:

  1. Addolcitore a scambio ionico (a base di sale).
  2. Addolcitore senza sale (ad esempio a base di cloruro di potassio).
  3. Sistema a osmosi inversa, da mantenere con regolarità se la durezza è elevata.

In presenza di acqua troppo dolce può invece essere utile un filtro di remineralizzazione, per proteggere le tubature dalla corrosione. Poiché la durezza interessa tutto l'impianto, gli addolcitori si installano in genere a livello di ingresso dell'abitazione (punto d'ingresso) e non sul singolo rubinetto.

Perché i solidi disciolti totali (TDS) sono importanti?

Cos’è il TDS?

Grazie alle sue proprietà di solvente, l'acqua può sciogliere un'ampia gamma di sostanze. I solidi disciolti totali (TDS) rappresentano la somma di tutte le sostanze inorganiche e organiche disciolte, in particolare sali come calcio, magnesio, potassio, sodio, bicarbonati, cloruri e solfati, oltre a piccole quantità di materia organica.

Il TDS può avere origine naturale (sorgenti minerali, depositi salini, intrusioni marine) oppure derivare da scarichi civili, dilavamento urbano o agricolo, acque reflue industriali e prodotti usati nel trattamento delle acque.

Perché preoccuparsi del TDS?

Concentrazioni elevate di TDS causano soprattutto problemi estetici più che sanitari. Livelli alti possono provocare un sapore sgradevole (salato o amaro), un aspetto torbido e depositi sugli apparecchi. Livelli molto bassi, al contrario, possono rendere l'acqua più corrosiva verso tubi e impianti.

Pur non avendo un effetto diretto sulla salute, un TDS molto elevato può segnalare la presenza di contaminanti potenzialmente dannosi (come arsenico, manganese o ferro): in questi casi è opportuno approfondire con analisi mirate.

Cosa fare per un TDS elevato?

Il modo più efficace per ridurre il TDS è un sistema di osmosi inversa, che rimuove gran parte dei sali disciolti. Anche qui, però, conviene partire dall'analisi per capire quali sostanze stiano determinando il valore alto.

Perché il pH dell’acqua è importante?

Cos’è il pH?

Il pH misura l'acidità o la basicità dell'acqua, cioè la quantità relativa di ioni idrogeno e ossidrile liberi. La scala va da 0 (acido) a 14 (basico), con 7 valore neutro. È una scala logaritmica: ogni unità corrisponde a una variazione di dieci volte dell'acidità. L'acqua potabile rientra in genere nell'intervallo 6,5-8,5; trovi il dettaglio nella scheda del parametro pH.

Perché preoccuparsi del pH?

Le variazioni di pH sono spesso il segnale di cambiamenti chimici nell'acqua. Un pH troppo alto può causare sapore amaro, depositi minerali, minore efficacia della disinfezione e maggiore corrosività; un pH troppo basso aumenta la corrosività e la solubilità dei metalli, favorendo la cessione di piombo o rame dalle tubature più vecchie. Per questo il pH è un buon indicatore generale dello stato di salute dell'acqua.

Va inoltre chiarito un equivoco diffuso: le presunte proprietà benefiche dell'"acqua alcalina" ad alto pH non trovano conferma nella letteratura scientifica.

Posso modificare il pH della mia acqua?

Se il pH è troppo basso si può intervenire con un filtro neutralizzante o con sistemi di dosaggio appositi; se è troppo alto si può ricorrere a sistemi di iniezione acida. In entrambi i casi la scelta del trattamento dovrebbe basarsi su un'analisi che fotografi la situazione reale dell'impianto.

Perché l’alcalinità dell’acqua è importante?

Cos’è l’alcalinità?

L'alcalinità è la capacità dell'acqua di resistere alle variazioni di pH: funziona come un tampone, neutralizzando gli acidi deboli prima che alterino il pH. È espressa di solito come somma delle concentrazioni di bicarbonati, carbonati, idrossidi e di alcuni fosfati e silicati, e ha origine principalmente dai depositi calcarei disciolti nella fonte (un pozzo, una falda, ecc.).

Perché preoccuparsi dell’alcalinità?

Mantenendo stabile il pH, l'alcalinità rende più prevedibile la qualità complessiva dell'acqua. Acque a bassa alcalinità tendono a essere più corrosive, mentre acque molto alcaline favoriscono la formazione di incrostazioni sui tubi e sugli apparecchi. Un valore moderato, combinato con una certa durezza, contribuisce a formare uno strato protettivo che limita la corrosione delle tubature metalliche.

È importante non confondere l'alcalinità (capacità tampone) con l'acqua alcalina (acqua ad alto pH): sono due concetti distinti.

Cosa fare per l’alcalinità dell’acqua?

Poiché un'ampia gamma di valori è considerata accettabile, raramente è necessario correggere l'alcalinità. Se è troppo bassa, ad esempio perché un impianto a osmosi inversa l'ha azzerata, si può aumentare con un filtro di remineralizzazione. In generale, l'obiettivo è mantenere l'equilibrio tra pH, durezza e alcalinità per avere un'acqua stabile e poco aggressiva.

Vuoi conoscere la chimica della tua acqua?

Durezza, TDS, pH e alcalinità sono parametri di base che ti aiutano a capire se la tua acqua è equilibrata o se richiede un trattamento. Contattaci per un preventivo: definiremo insieme il pacchetto di analisi più adatto alla tua fonte. Per approfondire puoi consultare le guide sui contaminanti e la pagina del nostro laboratorio.

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