Cos'è il residuo fisso dell'acqua e cosa indica?
Il residuo fisso indica la quantità di sali minerali disciolti che rimangono dopo aver fatto evaporare l''acqua e averla portata a una determinata temperatura. È il parametro che spesso vedi sulle etichette delle acque in bottiglia.
Cosa misura
In pratica il residuo fisso "pesa" i sali rimasti: calcio, magnesio, sodio, cloruri, solfati e altri. Per questo è strettamente legato alla conducibilità elettrica e alla durezza.
Si parla comunemente di:
- acque minimamente mineralizzate: residuo molto basso;
- acque oligominerali: residuo basso;
- acque mediominerali e ricche di sali: residuo via via crescente.
In laboratorio il dato si ottiene come residuo fisso a 105 °C o residuo secco a 180 °C, a seconda del metodo.
A cosa serve
Il residuo fisso aiuta a capire il "carattere" dell''acqua e a confrontarla con altre. Non è un parametro che da solo determina la potabilità, ma rientra nelle valutazioni complessive previste dalla normativa.
Come analizzarlo
È incluso nei controlli chimici completi, come l''analisi chimica dell''acqua di rete. Per sapere quale pacchetto comprende il residuo fisso puoi richiedere un preventivo.
Domande correlate
- Che differenza c'è tra nitrati e nitriti nell'acqua?
- Cos'è la conducibilità elettrica dell'acqua?
- Cos'è la durezza dell'acqua e come si misura?
- Cosa indica il pH dell'acqua e quando è un problema?
- Cosa significa se l'acqua ha l'ammonio alto?
- Cosa significano cloruri e solfati nell'acqua?
- Cosa sono i nitrati nell'acqua e quando preoccuparsi?
- L'acqua troppo dura fa male alla salute?
- Quali parametri chimici si analizzano per l'acqua potabile?
Vuoi un preventivo?
Ti rispondiamo entro 24 ore lavorative con tempi, modalità di prelievo e costo. Nessun impegno.