Addolcitore Anticalcare
L'addolcimento alla calce è una delle tecniche storiche per ridurre la durezza dell'acqua, cioè la concentrazione di calcio e magnesio responsabile delle incrostazioni di calcare. Insieme allo scambio ionico e alle membrane di nanofiltrazione, è uno dei trattamenti più usati contro l'acqua dura.
L'addolcimento alla calce comporta l'aggiunta di una soluzione di idrossido di calcio (calce idrata) all'acqua. Ciò fa precipitare il carbonato di calcio, riducendo sia la durezza sia l'alcalinità. Sebbene venga aggiunto calcio, esso viene rimosso insieme a gran parte del calcio già presente nell'acqua di partenza, con un bilancio finale a favore della riduzione della durezza.
Potenziali riduzioni
L'addolcimento alla calce viene utilizzato soprattutto per ridurre la durezza e l'alcalinità dell'acqua. A seconda delle condizioni di qualità dell'acqua, può inoltre rimuovere radionuclidi (inclusi radio e uranio), metalli e inorganici come arsenico, mercurio e fluoruro, oltre a metalli pesanti come piombo e nichel.
Perché preoccuparsi della durezza
Un'acqua molto dura provoca incrostazioni in tubature, caldaie, scaldabagni ed elettrodomestici, riducendone l'efficienza e la durata, e aumenta i consumi di detersivo. Conoscere il livello di durezza permette di scegliere il trattamento più adatto ed evitare interventi inutili: per questo il primo passo è sempre la misura della durezza tramite un'analisi chimica dell'acqua.
Buono a sapersi
L'addolcimento alla calce richiede in genere sia un pretrattamento sia un post-trattamento e una gestione attenta dei fanghi prodotti dalla precipitazione del carbonato di calcio. Per impieghi domestici è spesso preferito lo scambio ionico, mentre la calce trova applicazione soprattutto in contesti di trattamento delle acque reflue e in impianti di una certa dimensione. È importante non eccedere nell'addolcimento: un'acqua troppo "morbida" può risultare corrosiva per gli impianti.
Addolcimento alla calce o scambio ionico?
Per l'uso domestico la calce è raramente la prima scelta: la gestione dei reagenti e dei fanghi la rende più adatta a impianti centralizzati e industriali. In casa l'alternativa più diffusa è l'addolcitore a scambio ionico, che sostituisce gli ioni calcio e magnesio con ioni sodio tramite resine rigenerabili a sale; è compatto, automatico e indicato per durezze medio-elevate. Quando invece si vuole ridurre anche sali e altri contaminanti, si valutano le membrane di nanofiltrazione o l'osmosi inversa. La tecnica giusta dipende dal valore di durezza misurato e dagli altri parametri dell'acqua.
Vantaggi e limiti dell'acqua addolcita
Ridurre la durezza protegge tubature, caldaie ed elettrodomestici dalle incrostazioni, migliora la resa di detersivi e saponi e prolunga la vita degli impianti. Va però ricordato che un'acqua eccessivamente addolcita può diventare corrosiva e che gli addolcitori a scambio ionico con sale aumentano leggermente il contenuto di sodio: per questo è bene non azzerare del tutto la durezza e mantenere un valore di equilibrio. Anche in questo caso la misura è la guida: un'analisi chimica periodica permette di tarare correttamente l'impianto.
Luoghi di installazione
In genere impiegato in impianti centralizzati o industriali, raramente al punto di utilizzo domestico.
Verifica i risultati con un'analisi
Prima e dopo l'installazione di un sistema anticalcare conviene confrontare durezza, alcalinità e parametri correlati con un'analisi di laboratorio. Puoi partire da un kit per l'acqua destinata al consumo umano e approfondire con la guida sulla filtrazione e il trattamento dell'acqua. Contattaci per un preventivo: ti diremo quali analisi sono utili per la tua acqua.
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