Analisi123

Acque reflue e scarichi

Ogni quanto va analizzato lo scarico di un depuratore?

La frequenza delle analisi sullo scarico di un depuratore non è arbitraria: è stabilita dall'autorizzazione allo scarico rilasciata dall'ente competente, che indica parametri da controllare, periodicità e modalità di campionamento. La frequenza dipende dalla portata dell'impianto, dal tipo di refluo trattato e dal corpo recettore.

Da cosa dipende

  • Portata e potenzialità dell'impianto: depuratori più grandi hanno controlli più frequenti.
  • Tipo di scarico: un recapito in acque superficiali richiede monitoraggi più stringenti di uno in fognatura.
  • Prescrizioni dell'autorizzazione: il documento può imporre autocontrolli mensili, trimestrali o semestrali.

Cosa si analizza

Si verifica l'efficienza depurativa misurando i parametri all'uscita: COD, BOD5, solidi sospesi, azoto, fosforo ed eventuali metalli. Per gli impianti aziendali è utile il pacchetto depuratore; per i depuratori municipali quello acque reflue urbane.

La frequenza minima e i limiti di legge sono nel D.Lgs. 152/2006: vedi la normativa. In assenza di prescrizioni specifiche, un autocontrollo periodico tutela il gestore in caso di verifiche.

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