Controllo Igienico-Sanitario dell’Acqua: Analisi HACCP Essenziali
Nelle attività che producono, trasformano o somministrano alimenti — ristoranti, bar, mense, laboratori di produzione, agriturismi — l’acqua è un vero e proprio ingrediente e una superficie di contatto. Per questo il controllo igienico-sanitario dell’acqua è parte integrante del sistema HACCP, l’insieme di procedure che ogni operatore alimentare deve adottare per garantire la sicurezza dei prodotti.
## Perché l’acqua rientra nel piano HACCPL’acqua entra in contatto con gli alimenti in moltissimi modi: viene usata come ingrediente, per lavare materie prime e utensili, per produrre ghiaccio e per la pulizia degli ambienti. Se l’acqua è contaminata, il rischio si trasferisce direttamente al prodotto finale. Per questo l’acqua va considerata un punto da tenere sotto controllo nel piano di autocontrollo, soprattutto quando l’attività non è allacciata all’acquedotto pubblico ma utilizza un pozzo privato o un serbatoio.
Il riferimento normativo per la potabilità è il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva europea sulle acque destinate al consumo umano e stabilisce i parametri da rispettare.
## Le analisi essenziali per l’HACCPUn controllo dell’acqua a supporto del piano HACCP comprende generalmente due grandi famiglie di parametri.
### Analisi microbiologicheSono le più importanti dal punto di vista sanitario perché individuano contaminazioni di origine fecale o ambientale:
- Escherichia coli e coliformi totali
- enterococchi intestinali
- conteggio delle colonie a 22 °C e 37 °C
Nei limiti di legge, E. coli ed enterococchi devono essere assenti in 100 ml di acqua potabile.
### Analisi chimicheVerificano la presenza di sostanze indesiderate e i parametri di base:
- pH, conduttività e durezza
- nitrati e ammonio
- metalli pesanti come piombo, arsenico e nichel, in presenza di tubazioni vecchie o di fonti a rischio
La scelta esatta dei parametri dipende dal tipo di attività e dalla fonte di approvvigionamento.
## Con quale frequenza ripetere i controlliLa frequenza va definita nel piano di autocontrollo in base al rischio. In generale è prudente eseguire almeno un’analisi annuale dei parametri microbiologici di base, integrandola con controlli più completi quando si usa un pozzo, dopo interventi sull’impianto o in caso di alterazioni evidenti di colore, odore o sapore dell’acqua. Le ASL competenti possono richiedere frequenze specifiche per determinate tipologie di attività.
## Documentare i controlliPer l’HACCP non basta eseguire le analisi: occorre conservarne la documentazione. Il rapporto di prova rilasciato dal laboratorio, con i valori misurati e i limiti di riferimento, costituisce la prova oggettiva che il controllo è stato effettuato e che l’acqua è idonea all’uso alimentare. Questi documenti vanno tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
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