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Solfato

Il solfato, un anione composto da zolfo e ossigeno, è quasi universalmente presente nell’acqua. Sali di solfato, acidi e perossidi hanno molte applicazioni, tra cui la produzione di gesso, sali di epsom, detergenti e fertilizzanti. I batteri che prosperano sul solfato nell’acqua possono produrre gas idrogeno solforato, che ha un odore pungente di “uovo marcio”. I minerali di solfato possono causare l’accumulo di incrostazioni nei tubi che possono proteggere dalla corrosione. Effetti sulla salute Gastrointestinale Elevate concentrazioni di solfato possono avere un effetto lassativo a breve termine e causare disidratazione, specialmente tra i neonati. Non sono noti rischi cronici per la salute associati al solfato. Fonti comuni Il solfato si dissolve nelle acque sotterranee mentre passa attraverso depositi minerali, suolo e formazioni rocciose che contengono minerali di solfato. Anche i flussi di rifiuti provenienti dall’attività industriale o dal deflusso agricolo possono contribuire al solfato nelle acque sotterranee o superficiali. Il solfato di alluminio viene spesso utilizzato nel trattamento delle acque convenzionali, che può contribuire al solfato all’acqua potabile. Gusto, odore e colore Il solfato elevato può conferire un sapore sgradevole e salato all’acqua potabile.

Solfato

I solfati, con l’anione SO42-, sono una classe di composti chimici che svolgono un ruolo significativo nella geologia e nella chimica dell’acqua. Questi composti sono spesso presenti nelle rocce e nei minerali, contribuendo così alla composizione delle acque sotterranee e superficiali in varie regioni del mondo. Un esempio notevole di una zona con una ricca presenza di solfati è la Toscana, dove le caratteristiche geologiche hanno favorito l’accumulo di minerali contenenti solfati. Questo è il motivo per cui molte delle acque che sgorgano naturalmente in queste regioni mostrano spesso livelli di solfati particolarmente elevati, superando talvolta i 200 mg/L. Queste acque minerali “solfate” possono persino avere effetti lassativi sulla salute umana.

Tuttavia, non in tutte le situazioni la presenza elevata di solfati può essere giustificata dalle caratteristiche geologiche della zona. In alcuni casi, la presenza eccessiva di solfati potrebbe essere indicativa di un’inquinamento dovuto a scarichi industriali. I solfati sono impiegati in vari processi industriali, tra cui la produzione di fertilizzanti, coloranti, vetro, carta, saponi, cuoio, legno e additivi alimentari. Questo significa che la popolazione può essere esposta ai solfati non solo attraverso l’acqua, ma anche attraverso il cibo, poiché spesso sono presenti in diverse materie prime industriali.

Un aspetto importante da considerare è che un’elevata assunzione di solfati, sia attraverso la dieta che attraverso l’acqua potabile, può avere effetti lassativi sul corpo umano e può portare a stati di disidratazione. Questo è particolarmente rilevante per le persone che vivono in aree con elevate concentrazioni di solfati nelle acque potabili.

Inoltre, le tubature idrauliche possono subire l’effetto corrosivo dei solfati, specialmente quando si tratta di materiali come il rame. Questa corrosione può portare a problemi strutturali nelle infrastrutture idriche e comportare la necessità di costose riparazioni. Pertanto, è importante monitorare e regolare attentamente i livelli di solfati nell’approvvigionamento idrico per garantire la qualità dell’acqua potabile e la durabilità delle infrastrutture.

Da un punto di vista normativo, è importante notare che i valori di solfati al di sopra del limite di legge consentito per le acque potabili, che di solito è di 250 mg/L, possono non solo alterare le caratteristiche organolettiche dell’acqua, influenzando il suo sapore, ma anche rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Pertanto, la monitoraggio costante dei livelli di solfati e l’adozione di misure adeguate sono fondamentali per garantire l’accesso a un’acqua sicura e salubre per la popolazione.

Cosa rileva questa analisi

L'analisi determina la concentrazione di solfato (SO4) in un campione d'acqua. Il solfato e un anione composto da zolfo e ossigeno, praticamente sempre presente nell'acqua di origine naturale (dissoluzione di minerali come il gesso). Concentrazioni elevate alterano il sapore dell'acqua e possono avere effetto lassativo; i batteri solfato-riduttori possono inoltre generare odore sgradevole.

La misura viene eseguita con tecniche strumentali di laboratorio ad alta sensibilita (cromatografia ionica / metodi spettrofotometrici di laboratorio), adatte a rilevare anche tracce dell'ordine del microgrammo per litro.

Perche e quando farla

L'analisi dei solfati e utile quando l'acqua ha un sapore amaro o sgradevole, in presenza di odori, o per chi si rifornisce da pozzo in terreni gessosi. Valori alti, oltre al disagio, possono avere effetti gastrointestinali nei soggetti sensibili.

Riferimenti normativi

Il D.Lgs. 18/2023 indica per il solfato un valore di parametro pari a 250 mg/L come parametro indicatore. Il referto riporta il valore misurato e il confronto con questo limite.

A chi serve

Questa analisi e utile a chi si rifornisce da acquedotto comunale, pozzo privato, sorgente o autoclave e vuole una verifica oggettiva prima di bere l'acqua, installare un depuratore o valutare l'impatto delle tubazioni domestiche. Per la mineralizzazione dell'acqua vedi anche carbonati e calcio.

Cosa include e come funziona

  1. Kit a domicilio: ricevi il contenitore idoneo e le istruzioni di campionamento.
  2. Prelievo: segui le indicazioni (di norma far scorrere l'acqua, riempire fino all'orlo, chiudere senza bolle d'aria) e conserva il campione al fresco.
  3. Spedizione: rispedisci il campione al laboratorio con il corriere indicato.
  4. Referto certificato: ricevi il rapporto di prova con i valori misurati e il confronto con i limiti di legge, in genere entro circa 5 giorni lavorativi.

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Domande frequenti

Qual e il limite per i solfati nell'acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 indica 250 mg/L come parametro indicatore.
I solfati cambiano il sapore dell'acqua?
Si, concentrazioni elevate possono rendere l'acqua amara o sgradevole e, in alcuni casi, avere effetto lassativo.
Da dove vengono i solfati?
Prevalentemente da origine naturale, per dissoluzione di minerali come il gesso presenti nel terreno.
Quanto tempo per il referto?
Di norma circa 5 giorni lavorativi dal ricevimento del campione.

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