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Analisi123

Cosa sono i trialometani (THM) e come si formano?

I trialometani (THM) sono i sottoprodotti di disinfezione più diffusi nell’acqua del rubinetto: si formano quando il cloro usato per rendere l’acqua sicura reagisce con la materia organica naturale. In questa guida spieghiamo cosa sono, come nascono, perché sono regolamentati e come ridurli.

I quattro trialometani

I trialometani totali (TTHM) raggruppano quattro composti organici alogenati:

  • cloroformio (triclorometano), generalmente il più abbondante;
  • bromodiclorometano;
  • dibromoclorometano;
  • bromoformio.

Sono sostanze volatili che appartengono alla famiglia dei composti organici volatili e che non si percepiscono né al gusto né all’olfatto.

Perché si formano nelle reti idriche

La clorazione è il metodo più usato dagli acquedotti per eliminare batteri e virus dall’acqua. Quando il cloro entra in contatto con le sostanze umiche — composti a base di carbonio derivati dalla decomposizione di foglie, suolo e vegetazione — dà origine ai trialometani come prodotti collaterali. Si tratta quindi di un fenomeno fisiologico delle acque clorate: una piccola quantità di THM è praticamente sempre presente nell’acqua di rete disinfettata.

La concentrazione dipende da quanto cloro viene usato, dalla quantità di materia organica nell’acqua grezza, dalla temperatura e dal tempo di permanenza nelle tubazioni. Per questo i valori possono variare tra zone diverse e tra stagioni diverse.

Un compromesso necessario

Mantenere un residuo di cloro nella rete è importante: protegge l’acqua da contaminazioni batteriche durante tutto il tragitto fino al rubinetto. La formazione di THM è il “prezzo” di questa protezione. Gli enti gestori cercano di ottimizzare la dose di cloro per garantire la sicurezza microbiologica riducendo al minimo i sottoprodotti, ma azzerare del tutto i THM nell’acqua clorata non è realistico.

I rischi e i limiti normativi

L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di trialometani è stata associata in letteratura scientifica a possibili effetti sulla salute, ed è per questo che i THM sono parametri regolamentati. In Italia il riferimento è il D.Lgs. 18/2023, che fissa un valore di riferimento per i trialometani totali nelle acque destinate al consumo umano. Il controllo di questo parametro spetta al gestore dell’acquedotto, ma chi vuole conoscere la situazione reale al proprio rubinetto può farli analizzare in laboratorio.

Come ridurre i trialometani

Il sistema domestico più efficace è il filtro a carbone attivo, capace di trattenere i composti organici. Per un buon risultato è importante:

  • usare filtri certificati per la riduzione dei THM;
  • sostituire le cartucce nei tempi indicati, perché un filtro esaurito perde efficacia;
  • considerare anche l’esposizione tramite gli aerosol della doccia, non solo l’ingestione.

Se stai valutando un sistema di trattamento, la nostra guida alla filtrazione e al trattamento dell’acqua può aiutarti a orientarti. Vale la pena verificare l’efficacia del filtro con un’analisi prima e dopo l’installazione.

Analizza i THM nella tua acqua

Il nostro laboratorio esegue la ricerca dei trialometani nell’ambito dei pannelli COV, con prelievo eseguito a regola d’arte per non disperdere le sostanze volatili. Vuoi sapere quanti trialometani contiene la tua acqua? Contattaci per un preventivo e ti guideremo nella scelta dell’analisi.

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