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Cosa sono i COV e sono presenti nell’acqua potabile?

I composti organici volatili (COV) sono un gruppo numeroso di sostanze chimiche che possono contaminare l’acqua potabile, in particolare le acque sotterranee da cui attingono i pozzi privati. Alcuni COV sono associati a rischi per la salute anche gravi. In questa guida vediamo cosa sono, come arrivano nell’acqua, come si rilevano e quando conviene analizzarli.

Cosa sono i composti organici volatili

I COV sono composti a base di carbonio che evaporano facilmente a temperatura ambiente e si spostano agilmente tra aria, suolo, acque superficiali e acque sotterranee. Li incontriamo ogni giorno: sono presenti come additivi in carburanti, vernici, solventi, adesivi e detergenti. Molti odori “chimici” familiari — quello di un muro appena verniciato o di un pennarello indelebile — sono in realtà dovuti a COV che si diffondono nell’aria.

Hanno numerosi usi industriali (produzione di plastica, elettronica, automotive) e proprio per questo sono molto diffusi nell’ambiente. Per approfondire la categoria puoi consultare la nostra FAQ sui COV nell’acqua.

Come i COV entrano nell’acqua potabile

I COV si dissolvono facilmente e penetrano nel sottosuolo fino alle falde. La maggior parte delle contaminazioni è di origine antropica. Sono particolarmente a rischio i pozzi privati situati vicino a:

  • aree industriali o artigianali;
  • distributori e depositi di carburante (perdite dai serbatoi interrati);
  • discariche e siti di smaltimento;
  • campi agricoli trattati con prodotti chimici;
  • attività di lavaggio a secco.

Tra i COV più frequentemente rilevati ci sono:

  • i trialometani (THM), sottoprodotti della disinfezione con cloro;
  • il tetracloroetilene (PCE), solvente usato nel lavaggio a secco e in molti prodotti industriali;
  • il tricloroetilene (TCE), comune sgrassante industriale;
  • additivi dei carburanti che possono filtrare nel sottosuolo da serbatoi danneggiati.

Diverse di queste sostanze hanno una scheda dedicata, ad esempio tetracloroetilene e trielina (tricloroetilene).

Come riconoscere e rilevare i COV

Alcuni COV alterano l’odore dell’acqua, dandole un sentore dolciastro, di benzina o di solvente; concentrazioni elevate possono lasciare una patina oleosa e iridescente in superficie. Molti COV, però — soprattutto i sottoprodotti di disinfezione — non producono alcun cambiamento percepibile di odore, sapore o aspetto. Se l’acqua sa di benzina o solvente, abbiamo una FAQ dedicata che spiega cosa fare.

L’unico modo per conoscere l’effettiva presenza e concentrazione di COV è l’analisi di laboratorio, eseguita su campioni prelevati con la tecnica corretta per evitare la dispersione delle sostanze volatili.

Quando analizzare i COV nell’acqua

Conviene includere un pannello COV nei seguenti casi:

  • Acqua di pozzo: è prudente verificarla periodicamente, soprattutto se il pozzo si trova vicino a fonti di rischio come fabbriche, distributori o terreni agricoli.
  • Dopo cambiamenti percepibili di sapore, odore o aspetto dell’acqua.
  • Acqua di rete trattata con cloro: può contenere trialometani come sottoprodotti della disinfezione.

Il riferimento normativo per le acque potabili in Italia è il D.Lgs. 18/2023, che fissa i limiti per diversi composti organici, tra cui i trialometani totali e singoli solventi clorurati.

Quali sono i rischi per la salute

Gli effetti dipendono dal singolo composto e, soprattutto, dall’esposizione prolungata nel tempo. Diversi COV sono classificati come potenzialmente cancerogeni, altri sono associati a danni a fegato, reni e sistema nervoso. Anche per questo abbiamo una FAQ sui rischi dei COV e degli idrocarburi.

Richiedi l’analisi dei COV

Il nostro laboratorio esegue la ricerca dei composti organici volatili nell’acqua con pannelli dedicati COV e SCOV, con prelievo corretto e interpretazione dei risultati. Se hai un pozzo vicino a una fonte di rischio o noti odori sospetti, contattaci per un preventivo e ti aiuteremo a scegliere le analisi giuste.

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