Schiuma o bolle persistenti nell'acqua: cause
Capita spesso di riempire un bicchiere e vedere l'acqua diventare lattiginosa o coperta di schiuma. Nella grande maggioranza dei casi è un fenomeno del tutto innocuo, legato all'aria disciolta nell'acqua. In altri casi, però, una schiuma che non sparisce può essere il segnale di sostanze estranee, come detergenti o tensioattivi, ed è proprio questa distinzione che conviene saper riconoscere. Vediamo come capire la differenza e quando è il caso di indagare.
Bolle d'aria: il caso più frequente (e innocuo)
Se l'acqua appena versata appare bianca e lattiginosa ma torna limpida dal basso verso l'alto in pochi secondi, si tratta semplicemente di aria.
Causa: l'acqua sotto pressione nelle tubature contiene aria disciolta. Quando esce dal rubinetto, la pressione cala e l'aria si libera sotto forma di minuscole bolle che danno all'acqua un aspetto torbido. Il fenomeno è più evidente in inverno, perché l'acqua fredda trattiene più gas, e quando i rubinetti sono dotati di aeratori (i piccoli filtri rompigetto).
Per verificarlo basta riempire un bicchiere e osservarlo: se in pochi secondi l'acqua ridiventa trasparente partendo dal fondo, le bolle sono solo aria e non c'è alcun motivo di preoccupazione.
Schiuma persistente: quando insospettirsi
Diverso è il caso della schiuma vera e propria, fatta di bollicine che restano in superficie e non scompaiono dopo qualche minuto, magari accompagnata da odore o sapore di detersivo.
Causa: la schiuma persistente è quasi sempre dovuta alla presenza di tensioattivi, le sostanze contenute in detergenti, saponi e prodotti per la pulizia. Quando questi composti finiscono nell'acqua, abbassano la tensione superficiale e generano una schiuma stabile, simile a quella del sapone.
La presenza di tensioattivi nell'acqua potabile non è normale e merita attenzione, perché indica che qualcosa di esterno è entrato in contatto con la fonte.
Da dove arrivano i tensioattivi
Le origini più comuni della contaminazione da detergenti dipendono dal tipo di fonte:
Pozzo privato: è il caso più delicato. Un pozzo può ricevere infiltrazioni da scarichi domestici, fosse settiche, fognature non a tenuta o terreni dove vengono dispersi reflui. In questi casi, insieme ai tensioattivi possono arrivare batteri e contaminanti di origine fecale.
Acquedotto pubblico: è molto più raro, ma residui di detergenti possono comparire temporaneamente dopo interventi di pulizia o disinfezione delle condutture e del serbatoio domestico.
Impianto domestico: in alcuni casi la schiuma può derivare da prodotti usati in lavastoviglie o caldaie con riflusso non corretto verso la rete dell'acqua potabile.
Perché la contaminazione da scarichi è il rischio principale
La schiuma da tensioattivi è preoccupante non tanto per i detergenti in sé, quanto perché rivela una possibile via di ingresso per acque reflue e fognarie. Dove arrivano i saponi, possono arrivare anche microrganismi pericolosi.
Per questo, in presenza di schiuma persistente, è fondamentale verificare la qualità microbiologica dell'acqua, a partire dalla ricerca di Escherichia coli, il principale indicatore di contaminazione fecale. La sua presenza conferma che l'acqua non è idonea al consumo e richiede interventi immediati sulla fonte e sull'impianto.
Quando analizzare l'acqua
Se le bolle spariscono in pochi secondi, è solo aria e non serve fare nulla. Se invece la schiuma persiste, ha l'aspetto del sapone o si accompagna a odori sospetti, conviene non bere l'acqua e procedere con un'analisi di laboratorio, soprattutto se la fonte è un pozzo privato.
Hai notato schiuma persistente nella tua acqua e temi una contaminazione? Contattaci per un preventivo: definiremo i parametri da analizzare e ti forniremo un referto chiaro con indicazioni pratiche.
Vuoi un preventivo?
Ti rispondiamo entro 24 ore lavorative con tempi, modalità di prelievo e costo. Nessun impegno.