Analisi123

Qualità dell'aria indoor: cosa misurare

Per valutare la qualità dell'aria indoor i parametri più importanti da misurare sono i composti organici volatili (VOC) e la formaldeide, il particolato (PM10 e PM2,5), l'anidride carbonica (CO₂) come indicatore del ricambio d'aria, il radon e i contaminanti biologici come muffe e spore. Negli ambienti chiusi trascorriamo gran parte della giornata, perciò la qualità dell'aria incide direttamente su benessere, concentrazione e salute.

Vediamo quali parametri conviene misurare in casa, a scuola e sul lavoro, da dove provengono questi inquinanti e quali sono i valori di riferimento utili a interpretare i risultati.

Principali inquinanti dell'aria indoor

Gli inquinanti indoor hanno origini diverse: alcuni provengono dagli arredi e dai materiali, altri dalle attività delle persone, altri ancora dal sottosuolo o dall'aria esterna. Conoscere la fonte aiuta a scegliere cosa misurare e come intervenire.

Inquinanti indoor, fonti tipiche e perché misurarli

InquinanteFonte tipicaPerché misurarlo
VOC e formaldeideArredi, vernici, colle, prodotti per la puliziaIrritazione di occhi e vie respiratorie, odori, esposizione cronica
Particolato (PM10/PM2,5)Combustione, traffico esterno, polveri, fumoEffetti su apparato respiratorio e cardiovascolare
CO₂Affollamento e scarso ricambio d'ariaIndicatore di ventilazione insufficiente, cali di attenzione
RadonSottosuolo, materiali da costruzioneGas radioattivo, rischio aumentato di tumore polmonare
Muffe e contaminanti biologiciUmidità, infiltrazioni, condensaAllergie, asma, irritazioni respiratorie

VOC e formaldeide

I composti organici volatili e la formaldeide sono rilasciati lentamente da mobili in truciolato, pannelli, vernici, colle e prodotti per l'igiene. La loro concentrazione è più alta negli ambienti nuovi o appena ristrutturati e diminuisce con una ventilazione adeguata.

Particolato e CO₂

Il particolato fine (PM2,5) penetra in profondità nelle vie respiratorie ed è influenzato sia dalle sorgenti interne (combustione, cottura, fumo) sia dall'aria esterna. La CO₂, invece, non è di per sé tossica alle concentrazioni indoor ma è il miglior indicatore del ricambio d'aria: valori elevati segnalano una ventilazione insufficiente.

Radon

Il radon è un gas radioattivo naturale che risale dal sottosuolo e si accumula soprattutto ai piani bassi e negli interrati. Si misura con dosimetri passivi esposti per un periodo prolungato, perché la concentrazione varia molto nel tempo.

Valori di riferimento orientativi

Indicatori orientativi per l'aria indoor

ParametroValore di riferimento orientativo
CO₂Sotto ~1.000 ppm indica un buon ricambio d'aria
Radon (abitazioni)Livello di riferimento 300 Bq/m³ (concentrazione media annua)
PM2,5Più basso possibile; confronto con i livelli dell'aria esterna
FormaldeideValori OMS di riferimento per esposizione prolungata

Questi valori sono indicativi e servono a contestualizzare le misure: l'interpretazione corretta dei risultati richiede di considerare il tipo di ambiente, l'uso che se ne fa e la durata dell'esposizione.

Negli ambienti di lavoro

Sul lavoro la valutazione della qualità dell'aria rientra negli obblighi del datore di lavoro: la presenza di agenti chimici e biologici aerodispersi va considerata nella valutazione dei rischi e, dove necessario, monitorata. La scelta dei parametri si coordina con le linee di indirizzo nazionali sull'aria indoor.

Riferimento normativo — La qualità dell'aria negli ambienti di lavoro è regolata dal D.Lgs. 81/2008, che impone la valutazione dei rischi da agenti chimici e biologici; per gli ambienti di vita si fa riferimento all'Accordo Stato-Regioni del 2010 sulle linee di indirizzo per l'aria indoor.

La scelta dei parametri da misurare dipende dall'ambiente, dalle sorgenti presenti e dagli obiettivi della valutazione: non sempre serve misurare tutto.

Domande frequenti

Cosa misurare per la qualità dell'aria in casa?

In genere VOC e formaldeide, particolato (PM10/PM2,5), CO₂ come indicatore del ricambio d'aria, radon e contaminanti biologici come le muffe in presenza di umidità. La priorità dipende dalle sorgenti presenti.

La CO₂ è pericolosa in casa?

Alle concentrazioni tipiche degli ambienti chiusi la CO₂ non è tossica, ma è un ottimo indicatore di scarsa ventilazione. Valori sopra circa 1.000 ppm segnalano la necessità di arieggiare di più.

Come si misura il radon in un'abitazione?

Con dosimetri passivi esposti per diversi mesi, idealmente per stimare la concentrazione media annua. Una misura breve non è rappresentativa perché il radon varia molto nel tempo e con le stagioni.

Da dove vengono i VOC negli ambienti chiusi?

Principalmente da arredi in truciolato, vernici, colle, materiali da costruzione e prodotti per la pulizia. Sono più alti negli ambienti nuovi o appena ristrutturati e si riducono con un'adeguata ventilazione.

La qualità dell'aria indoor va monitorata sul lavoro?

Sì, quando ci sono sorgenti rilevanti di agenti chimici o biologici. Il D.Lgs. 81/2008 richiede di valutare questi rischi e, se necessario, di monitorare i parametri pertinenti nell'ambito della valutazione dei rischi.

Vuoi un preventivo?

Ti rispondiamo entro 24 ore lavorative con tempi, modalità di prelievo e costo. Nessun impegno.

Leggi anche / Approfondisci