Qualità dell'aria indoor: cosa misurare
Per valutare la qualità dell'aria indoor i parametri più importanti da misurare sono i composti organici volatili (VOC) e la formaldeide, il particolato (PM10 e PM2,5), l'anidride carbonica (CO₂) come indicatore del ricambio d'aria, il radon e i contaminanti biologici come muffe e spore. Negli ambienti chiusi trascorriamo gran parte della giornata, perciò la qualità dell'aria incide direttamente su benessere, concentrazione e salute.
Vediamo quali parametri conviene misurare in casa, a scuola e sul lavoro, da dove provengono questi inquinanti e quali sono i valori di riferimento utili a interpretare i risultati.
Principali inquinanti dell'aria indoor
Gli inquinanti indoor hanno origini diverse: alcuni provengono dagli arredi e dai materiali, altri dalle attività delle persone, altri ancora dal sottosuolo o dall'aria esterna. Conoscere la fonte aiuta a scegliere cosa misurare e come intervenire.
Inquinanti indoor, fonti tipiche e perché misurarli
| Inquinante | Fonte tipica | Perché misurarlo |
|---|---|---|
| VOC e formaldeide | Arredi, vernici, colle, prodotti per la pulizia | Irritazione di occhi e vie respiratorie, odori, esposizione cronica |
| Particolato (PM10/PM2,5) | Combustione, traffico esterno, polveri, fumo | Effetti su apparato respiratorio e cardiovascolare |
| CO₂ | Affollamento e scarso ricambio d'aria | Indicatore di ventilazione insufficiente, cali di attenzione |
| Radon | Sottosuolo, materiali da costruzione | Gas radioattivo, rischio aumentato di tumore polmonare |
| Muffe e contaminanti biologici | Umidità, infiltrazioni, condensa | Allergie, asma, irritazioni respiratorie |
VOC e formaldeide
I composti organici volatili e la formaldeide sono rilasciati lentamente da mobili in truciolato, pannelli, vernici, colle e prodotti per l'igiene. La loro concentrazione è più alta negli ambienti nuovi o appena ristrutturati e diminuisce con una ventilazione adeguata.
Particolato e CO₂
Il particolato fine (PM2,5) penetra in profondità nelle vie respiratorie ed è influenzato sia dalle sorgenti interne (combustione, cottura, fumo) sia dall'aria esterna. La CO₂, invece, non è di per sé tossica alle concentrazioni indoor ma è il miglior indicatore del ricambio d'aria: valori elevati segnalano una ventilazione insufficiente.
Radon
Il radon è un gas radioattivo naturale che risale dal sottosuolo e si accumula soprattutto ai piani bassi e negli interrati. Si misura con dosimetri passivi esposti per un periodo prolungato, perché la concentrazione varia molto nel tempo.
Valori di riferimento orientativi
Indicatori orientativi per l'aria indoor
| Parametro | Valore di riferimento orientativo |
|---|---|
| CO₂ | Sotto ~1.000 ppm indica un buon ricambio d'aria |
| Radon (abitazioni) | Livello di riferimento 300 Bq/m³ (concentrazione media annua) |
| PM2,5 | Più basso possibile; confronto con i livelli dell'aria esterna |
| Formaldeide | Valori OMS di riferimento per esposizione prolungata |
Questi valori sono indicativi e servono a contestualizzare le misure: l'interpretazione corretta dei risultati richiede di considerare il tipo di ambiente, l'uso che se ne fa e la durata dell'esposizione.
Negli ambienti di lavoro
Sul lavoro la valutazione della qualità dell'aria rientra negli obblighi del datore di lavoro: la presenza di agenti chimici e biologici aerodispersi va considerata nella valutazione dei rischi e, dove necessario, monitorata. La scelta dei parametri si coordina con le linee di indirizzo nazionali sull'aria indoor.
Riferimento normativo — La qualità dell'aria negli ambienti di lavoro è regolata dal D.Lgs. 81/2008, che impone la valutazione dei rischi da agenti chimici e biologici; per gli ambienti di vita si fa riferimento all'Accordo Stato-Regioni del 2010 sulle linee di indirizzo per l'aria indoor.
La scelta dei parametri da misurare dipende dall'ambiente, dalle sorgenti presenti e dagli obiettivi della valutazione: non sempre serve misurare tutto.
Domande frequenti
Cosa misurare per la qualità dell'aria in casa?
In genere VOC e formaldeide, particolato (PM10/PM2,5), CO₂ come indicatore del ricambio d'aria, radon e contaminanti biologici come le muffe in presenza di umidità. La priorità dipende dalle sorgenti presenti.
La CO₂ è pericolosa in casa?
Alle concentrazioni tipiche degli ambienti chiusi la CO₂ non è tossica, ma è un ottimo indicatore di scarsa ventilazione. Valori sopra circa 1.000 ppm segnalano la necessità di arieggiare di più.
Come si misura il radon in un'abitazione?
Con dosimetri passivi esposti per diversi mesi, idealmente per stimare la concentrazione media annua. Una misura breve non è rappresentativa perché il radon varia molto nel tempo e con le stagioni.
Da dove vengono i VOC negli ambienti chiusi?
Principalmente da arredi in truciolato, vernici, colle, materiali da costruzione e prodotti per la pulizia. Sono più alti negli ambienti nuovi o appena ristrutturati e si riducono con un'adeguata ventilazione.
La qualità dell'aria indoor va monitorata sul lavoro?
Sì, quando ci sono sorgenti rilevanti di agenti chimici o biologici. Il D.Lgs. 81/2008 richiede di valutare questi rischi e, se necessario, di monitorare i parametri pertinenti nell'ambito della valutazione dei rischi.
Vuoi un preventivo?
Ti rispondiamo entro 24 ore lavorative con tempi, modalità di prelievo e costo. Nessun impegno.