Amianto: quando è obbligatoria l'analisi
L'analisi dell'amianto è obbligatoria ogni volta che si interviene su materiali sospetti di contenerlo: prima di una ristrutturazione o demolizione, per il censimento dei manufatti in un edificio e nella valutazione dei rischi sul lavoro. L'amianto è vietato in Italia dal 1992, ma moltissimi edifici contengono ancora materiali che lo includono (MCA) e capire quando far analizzare un campione è il primo passo per gestirli in sicurezza.
In questa guida vediamo in quali casi l'analisi è davvero obbligatoria, come si preleva correttamente un campione, quali metodi di laboratorio si usano per identificare le fibre e quali sono i riferimenti normativi da conoscere.
Quando è obbligatoria l'analisi dell'amianto
Non sempre la presenza di un materiale sospetto comporta un obbligo immediato di analisi, ma in diverse situazioni l'accertamento diventa indispensabile o espressamente richiesto dalla normativa.
- In presenza di materiali sospetti come coperture in cemento-amianto (Eternit), coibentazioni, canne fumarie, pavimenti e mastici vinilici datati.
- Prima di interventi di ristrutturazione, manutenzione o demolizione su edifici realizzati o ristrutturati prima del 1994.
- Per il censimento e la valutazione dello stato di conservazione dei MCA, in particolare in edifici pubblici e aperti al pubblico.
- In ambito lavorativo, nell'ambito della valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo III.
- Prima di affidare rifiuti a una ditta di smaltimento, per classificarli correttamente come contenenti amianto.
Edifici pubblici e scuole
Negli edifici pubblici, nelle scuole e nelle strutture aperte al pubblico la gestione dei materiali contenenti amianto è particolarmente sorvegliata: è richiesto un programma di controllo e manutenzione e, quando i manufatti sono danneggiati o friabili, il monitoraggio della concentrazione di fibre aerodisperse.
Come si campiona e si analizza
Il campionamento è la fase più delicata: prelevare un materiale che contiene amianto senza precauzioni significa liberare fibre nell'aria. Per questo il prelievo va eseguito da personale formato, bagnando il materiale, indossando i DPI adeguati e sigillando subito il campione in un doppio contenitore etichettato.
Metodi di laboratorio: MOCF e SEM
In laboratorio il campione viene analizzato per identificare la presenza e la tipologia di amianto. Il D.M. 6 settembre 1994 definisce i metodi di riferimento, che si differenziano per sensibilità e tipo di matrice analizzata.
Metodi analitici per l'amianto
| Metodo | Sigla | Uso tipico |
|---|---|---|
| Microscopia ottica in contrasto di fase / luce polarizzata | MOCF / MOLP | Identificazione su materiali massivi e conteggio fibre aerodisperse |
| Microscopia elettronica a scansione | SEM | Conferma e quantificazione di fibre sottili, analisi su aria e superfici |
| Diffrattometria a raggi X | XRD | Identificazione mineralogica delle fibre nei materiali massivi |
La scelta del metodo dipende dall'obiettivo: per stabilire se un manufatto contiene amianto si analizza la matrice massiva (MOCF/SEM/XRD), mentre per valutare l'esposizione delle persone si misura la concentrazione di fibre aerodisperse nell'aria.
Riferimenti normativi — Legge 257/1992 (divieto di estrazione, importazione e commercializzazione dell'amianto); D.M. 6 settembre 1994 (metodi analitici MOCF/SEM e criteri di bonifica e gestione dei MCA); D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo III (protezione dei lavoratori dai rischi connessi all'esposizione all'amianto).
Cosa fare se il materiale contiene amianto
Se l'analisi conferma la presenza di amianto, l'intervento dipende dallo stato di conservazione del materiale. Le opzioni previste dalla normativa sono la rimozione, l'incapsulamento e il confinamento, da scegliere in funzione della friabilità e del rischio di rilascio di fibre.
- Rimozione: eliminazione definitiva del materiale, con smaltimento in discarica autorizzata.
- Incapsulamento: trattamento con prodotti che inglobano le fibre e ne impediscono il rilascio.
- Confinamento: realizzazione di una barriera che separa il MCA dagli ambienti occupati.
Gli interventi di bonifica e la rimozione devono essere eseguiti da imprese iscritte all'Albo Gestori Ambientali, previa presentazione di un piano di lavoro all'organo di vigilanza territoriale.
Domande frequenti
Quando è obbligatorio analizzare l'amianto?
Quando si deve intervenire su materiali sospetti (ristrutturazioni, demolizioni), per il censimento dei MCA negli edifici e nella valutazione dei rischi sul lavoro. L'analisi conferma se un materiale contiene amianto e di che tipo.
Posso prelevare da solo il campione di amianto?
È sconsigliato. Il prelievo di un materiale che può contenere amianto libera fibre pericolose e va eseguito da personale formato, con DPI e tecniche che evitano la dispersione. Il fai-da-te aumenta il rischio di esposizione.
Qual è la differenza tra MOCF e SEM?
La MOCF (microscopia ottica) è il metodo di base per l'identificazione e il conteggio delle fibre; la SEM (microscopia elettronica a scansione) ha una sensibilità maggiore e rileva anche le fibre più sottili, per questo è usata per conferme e per misure più accurate.
Quanto costa l'analisi dell'amianto?
Il costo dipende dal tipo di campione (materiale massivo, aria, superfici) e dal metodo richiesto. L'analisi su un singolo campione massivo è generalmente più economica del monitoraggio delle fibre aerodisperse, che richiede più prelievi.
L'amianto in buono stato va per forza rimosso?
No. Se il materiale è compatto, integro e non rilascia fibre, la normativa consente di mantenerlo sotto controllo con programmi di manutenzione, incapsulamento o confinamento, riservando la rimozione ai casi di degrado o friabilità.
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