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Isopropilbenzene: Caratteristiche e Applicazioni

L’isopropilbenzene, noto anche come cumene, è un idrocarburo aromatico ampiamente impiegato nell’industria chimica. Appartiene alla famiglia dei composti organici aromatici e, per la sua diffusione, può essere oggetto di controllo nelle analisi dell’acqua. In questo articolo vediamo le sue caratteristiche, gli utilizzi principali e perché può essere rilevante monitorarlo nelle risorse idriche.

## Caratteristiche chimiche dell’isopropilbenzene

L’isopropilbenzene è un idrocarburo aromatico sostituito, costituito da un anello benzenico legato a un gruppo isopropilico. Le sue principali proprietà sono:

  • Formula molecolare: C₉H₁₂
  • Peso molecolare: 120,19 g/mol
  • Punto di fusione: −96 °C
  • Punto di ebollizione: 169 °C

È un liquido incolore dall’odore caratteristico, poco solubile in acqua e volatile, motivo per cui rientra tra i composti organici di interesse ambientale quando raggiunge il suolo o le falde. La sua volatilità fa sì che, una volta disperso, tenda a evaporare facilmente dalle superfici esposte, mentre la scarsa solubilità non impedisce che quantità sufficienti a essere percepite all’olfatto restino disciolte nell’acqua.

## Come si comporta nell’ambiente

Quando l’isopropilbenzene raggiunge il terreno, parte del composto evapora, parte viene degradata dai microrganismi e parte può percolare verso gli strati più profondi fino a raggiungere le acque sotterranee. Nelle falde, dove la presenza di ossigeno e di luce è ridotta, la degradazione è più lenta: ciò spiega perché un episodio di contaminazione possa farsi sentire a distanza di tempo. Per questo motivo la presenza di idrocarburi aromatici in un pozzo va sempre valutata con attenzione, soprattutto in zone vicine a distributori di carburante, depositi o aree industriali.

## Applicazioni industriali

Il cumene è soprattutto un intermedio chimico: il suo impiego di gran lunga più importante è la produzione di fenolo e acetone attraverso il cosiddetto processo al cumene. Trova inoltre impiego come:

  • componente di carburanti, per le sue caratteristiche aromatiche;
  • solvente in alcuni processi industriali;
  • materia prima nella produzione di resine e altri composti chimici.

Proprio l’ampia diffusione industriale spiega perché tracce di questo composto possano finire nell’ambiente attraverso sversamenti, scarichi o emissioni. Essendo presente anche nei carburanti, è uno dei composti che possono essere rilasciati in caso di perdite da serbatoi interrati o da impianti di stoccaggio, una delle vie più comuni di contaminazione delle falde da parte degli idrocarburi aromatici.

## Perché controllarlo nell’acqua

Come altri idrocarburi aromatici, l’isopropilbenzene può raggiungere le acque sotterranee in seguito a perdite da serbatoi, sversamenti di carburanti o scarichi industriali. Anche in piccole quantità può alterare l’odore e il sapore dell’acqua. Rientra quindi tra i contaminanti da verificare, in particolare per chi utilizza un pozzo in aree potenzialmente esposte, ed è generalmente ricercato insieme ad altri composti organici volatili.

Puoi approfondire nelle informazioni sulle analisi COV e SCOV e nella FAQ dedicata a cosa sono i COV (composti organici volatili) nell’acqua. In caso di contaminazione, le soluzioni di filtrazione e trattamento dell’acqua permettono di ridurre questi composti.

## Richiedi un’analisi

L’isopropilbenzene non è rilevabile con certezza senza un’analisi di laboratorio. Se sospetti la presenza di idrocarburi aromatici nella tua acqua o vuoi eseguire un controllo preventivo, contattaci per un preventivo: ti aiuteremo a definire i parametri da analizzare e a interpretare i risultati.

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