Analisi delle Acque Reflue: Normative e Tecniche di Controllo
L’analisi delle acque reflue riveste un ruolo fondamentale nel monitoraggio della qualità delle acque destinate al rilascio nell’ambiente. Conoscere le normative di riferimento e le tecniche di controllo è essenziale sia per le aziende che hanno uno scarico autorizzato, sia per gli enti che vigilano sul territorio. In questo articolo facciamo il punto sul quadro normativo e sui metodi di analisi più diffusi.

Le leggi ambientali stabiliscono i parametri da rispettare e le metodologie da seguire per analizzare le acque reflue di origine industriale, domestica o agricola. In Italia il riferimento principale è il D.Lgs. 152/2006, il Testo Unico Ambientale, che nella Parte III definisce i valori limite di emissione per gli scarichi in acque superficiali e in pubblica fognatura.
A livello europeo si aggiunge la Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), che fissa obiettivi di qualità per i corpi idrici superficiali e sotterranei, e la Direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane. Le disposizioni regionali e i regolamenti dei gestori di fognatura possono prevedere limiti ancora più stringenti. Per orientarti, è utile la sezione dedicata alle normative.

La qualità di un’analisi dipende in primo luogo da un campionamento corretto. Si distinguono il prelievo puntuale, che fotografa un singolo istante, e il prelievo medio composito, che raccoglie più aliquote nell’arco di alcune ore restituendo un valore rappresentativo dello scarico.
In laboratorio si determinano i parametri richiesti dalla normativa, tra cui:
- solidi sospesi totali, COD e BOD (indicatori del carico organico);
- azoto e fosforo nelle loro varie forme;
- metalli pesanti, oli minerali e tensioattivi.
Le tecniche analitiche impiegate vanno dalla spettrofotometria alla cromatografia, fino alla spettrometria di massa per le sostanze in tracce. Una panoramica delle sostanze più frequentemente ricercate è disponibile nella guida sui contaminanti.

Per gestire correttamente lo scarico e restare in regola conviene:
- effettuare analisi periodiche secondo la frequenza indicata nell’autorizzazione allo scarico;
- affidare il prelievo a personale qualificato, perché un campione mal raccolto invalida l’intero controllo;
- verificare l’efficienza dell’impianto di depurazione, valutando i parametri in ingresso e in uscita;
- valutare il riutilizzo delle acque reflue trattate per usi non potabili, riducendo i consumi e l’impatto ambientale. Per gli aspetti di trattamento può essere utile la guida alla filtrazione e al trattamento dell’acqua.
Un monitoraggio costante delle acque reflue protegge l’ambiente e mette la tua attività al riparo da sanzioni. Il nostro laboratorio propone kit e servizi dedicati alle acque reflue e ti aiuta a individuare i parametri previsti dalla tua autorizzazione. Per maggiori informazioni e un preventivo, contattaci.
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