Analisi123

D.M. 6 settembre 1994 — Metodologie su amianto e bonifica

D.M. 6/9/1994 · pubblicazione 1994-09-06. Fonte ufficiale: Gazzetta Ufficiale n. 288 del 20 dicembre 1994 (S.O.).

In sintesi

  • Attua la Legge 257/1992 con indicazioni tecniche operative.
  • Definisce i metodi analitici (MOCF, SEM) per identificare e quantificare l'amianto.
  • Disciplina valutazione, controllo e manutenzione dei MCA negli edifici.
  • Indica le tre tecniche di bonifica: rimozione, incapsulamento, confinamento.

Il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 fornisce le indicazioni tecniche per dare attuazione alla Legge 257/1992. Definisce le metodologie per la valutazione del rischio legato ai materiali contenenti amianto (MCA) presenti negli edifici e i criteri per il controllo, la manutenzione e la bonifica, sia per i materiali friabili sia per quelli compatti.

Campo di applicazione

Il decreto si rivolge in particolare agli edifici con strutture, impianti o coibentazioni che possono contenere amianto: scuole, ospedali, uffici, edifici pubblici e privati. Distingue tra materiali friabili (che si sbriciolano con la sola pressione manuale e rilasciano fibre con facilità) e materiali compatti come il cemento-amianto (eternit), per i quali il rilascio di fibre avviene soprattutto in caso di danneggiamento o degrado.

Metodi analitici per l'identificazione

Il decreto indica i metodi per identificare la presenza di amianto nei materiali in massa e per valutare le fibre aerodisperse nell'aria. La scelta della tecnica dipende dal tipo di campione e dal livello di sensibilità richiesto.

Principali tecniche analitiche previste

TecnicaSiglaImpiego tipico
Microscopia ottica in contrasto di fase / luce polarizzataMOCFIdentificazione su campioni in massa e conta fibre in aria
Microscopia elettronica a scansioneSEMIdentificazione e conferma di fibre aerodisperse e in massa
Diffrattometria a raggi X / spettrofotometria IRDRX / FT-IRIdentificazione qualitativa della varietà di amianto

Valutazione del rischio e scelta dell'intervento

Una volta accertata la presenza di amianto, si valuta lo stato di conservazione del materiale, la sua friabilità e l'accessibilità, per stabilire l'urgenza e il tipo di intervento. Il processo segue passaggi standardizzati che il laboratorio e il tecnico abilitato documentano.

  • Campionamento del materiale sospetto secondo procedura controllata.
  • Identificazione qualitativa e quantitativa dell'amianto in laboratorio.
  • Valutazione dello stato di conservazione e del rischio di rilascio fibre.
  • Scelta della bonifica: rimozione, incapsulamento o confinamento.
  • Programma di controllo e manutenzione (PCM) con verifiche periodiche.

Tecniche di bonifica

Le tre metodologie di bonifica

MetodoIn cosa consisteNota
RimozioneEliminazione fisica del MCARisolutiva ma con il maggior rilascio di fibre durante i lavori
IncapsulamentoTrattamento con prodotti che inglobano le fibreRichiede controlli e manutenzione nel tempo
ConfinamentoInstallazione di una barriera a tenutaIl materiale resta in sede: serve sorveglianza

Il quadro è completato dal D.Lgs. 81/2008 (Titolo IX, Capo III) per la tutela dei lavoratori e dalla Legge 257/1992 che ha sancito il divieto generale dell'amianto.

Domande frequenti

Come si analizza un materiale sospetto di contenere amianto?

Si preleva un campione e lo si analizza in laboratorio con tecniche come la microscopia ottica in contrasto di fase/luce polarizzata (MOCF) o la microscopia elettronica a scansione (SEM), secondo i metodi del D.M. 6/9/1994.

Qual è la differenza tra amianto friabile e compatto?

Il materiale friabile si sbriciola con la sola pressione manuale e rilascia fibre con facilità; quello compatto, come il cemento-amianto, rilascia fibre soprattutto se danneggiato o degradato. La friabilità incide sulla priorità della bonifica.

Quali sono le tecniche di bonifica dell'amianto?

Il decreto prevede tre metodi: rimozione (eliminazione del materiale), incapsulamento (trattamento che ingloba le fibre) e confinamento (barriera a tenuta). Incapsulamento e confinamento lasciano il materiale in sede e richiedono controlli periodici.

Il D.M. 6/9/1994 fissa un valore limite per le fibre nell'aria?

Il decreto indica i metodi di campionamento e analisi delle fibre aerodisperse e i criteri di restituibilità degli ambienti dopo bonifica; i valori limite di esposizione professionale sono oggi disciplinati dal D.Lgs. 81/2008.


Questa è una sintesi divulgativa e non sostituisce il testo ufficiale della norma. Per gli adempimenti fare riferimento alla fonte ufficiale e a un professionista.

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